Elezioni a Milano: sondaggio, centrodestra al 45%, centrosinistra al 44%

I numeri sono quasi pari: ma le differenze non sono così marcate rispetto al 2011

A un anno dalle elezioni, il primo sondaggio

Centrodestra avanti di un punto sul centrosinistra, a un anno dal voto alle comunali di Milano. Lo dice un sondaggio commissionato da Affari Italiani e realizzato da Termometro Politico. Si tratta in realtà del primo risultato di una sorta di "rilevazione permanente". Il campione è di 1.300 persone. 

I numeri: il centrodestra sarebbe al 45%, il centrosinistra al 44%. Segue il Movimento 5 Stelle (7%), poi Di Pietro al 4%. Numeri che hanno fatto subito esultare gli esponenti di centrodestra. Per Giulio Gallera (coordinatore cittadino di Forza Italia) significa che "Milano vuole concretezza. E' chiaro che qualcosa sta cambiando". Per Luca Lepore (consigliere comunale leghista) "negli ultimi quattro anni Milano è stata prigioniera di una compagine incapace, incompetente, vessatoria e discriminante verso i propri cittadini". 

ELEZIONI 2011 - Ma le percentuali sono così diverse dalle elezioni del 2011? Vediamo. I partiti di centrodestra, al primo turno, ottennero il 43,28%, mentre la candidata a sindaco Letizia Moratti il 41,59%. I partiti di centrosinistra ottennero il 47,26%, ma con Di Pietro in coalizione (2,54%) , mentre il candidato a sindaco Giuliano Pisapia il 48,05%. Il Movimento 5 Stelle, invece, ottenne il 3,43%. Meglio i due partiti coalizzati con Manfredi Palmeri: 4,59% (mentre lui, come candidato a sindaco, prese il 5,54%). 

CONFRONTO - A ben vedere si tratta di numeri per niente "rivoluzionari". Del centrosinistra si è già detto: togliendo Di Pietro al risultato del 2011, arriviamo al 44,72% che è praticamente identico al 44% del sondaggio. Il centrodestra, se nel 2011 avesse potuto avere tutto il polo di centro che invece sosteneva Palmeri, sarebbe arrivato al 47,87%. Il sondaggio attuale lo dà al 45%.

LOTTA TRA PARI? - Insomma, confrontando il sondaggio del 2015 con i dati elettorali del 2011, appare che le due coalizioni siano quasi "pari" nella città di Milano, oggi come allora, e che piccole frizioni possano portare a modificare il risultato. La 'rivoluzione' non è così evidente. Si dirà che si tratta di "alchimia numerica", e in parte è vero. Così come è obiettivamente troppo presto - a un anno dal voto - per prevedere molte variabili. Gran parte dell'esito di questi spostamenti di voti dipenderà, per esempio, da chi saranno i candidati a sindaco. Che ancora non si conoscono.

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