Elezioni a Milano, a un anno dal voto "vola" Matteo Salvini

Il primo sondaggio: nel centrodestra il leader leghista sbaraglia la concorrenza. Dall'altra parte, testa a testa Ambrosoli-Majorino

Matteo Salvini (Infophoto)

Seconda "puntata" del sondaggio permanente sulle elezioni comunali a Milano del 2016, condotto da Affari Italiani e Termometro Politico. Dopo il primo risultato, secondo cui il centrodestra sarebbe "avanti" di un punto percentuale rispetto al centrosinistra, il campione 'scremato' di duemila voti vede una netta predominanza di preferenze per Matteo Salvini come futuro sindaco.

Il sondaggio tuttavia presenta molti nomi, perché nessuno degli schieramenti ha già scelto il proprio candidato e sono in tanti i "pretendenti", in questa fase, a un anno dalle urne.

Il leader della Lega Matteo Salvini è comunque il preferito con il 22,9% dei consensi. Restando nel centrodestra, dopo Silvio Berlusconi (8,3%) troviamo il consigliere comunale e regionale di Forza Italia Giulio Gallera, con il 6,5%. Seguono il leader di Italia Unica Corrado Passera (2,7%), la consigliera di zona di Forza Italia Silvia Sardone e il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca (1,9% ciascuno), l'ex ministro forzista Mariastella Gelmini (0,8%) e il parlamentare di Scelta Civica Stefano Dambruoso (0,5%).

Umberto Ambrosoli è il preferito nel centrosinistra, con l'11,8%. Già candidato alla presidenza della regione e sconfitto da Roberto Maroni, è ora il leader dell'opposizione al Pirellone. Ma lo 'tallona' l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino (11,1%), terzo a sorpresa il socialista Roberto Caputo (5,9%). Seguono il neo presidente della Longanesi Ferruccio De Bortoli (3,7%), l'archistar Stefano Boeri (3,5%), il deputato Emanuele Fiano (2,8%) e la deputata Lia Quartapelle (1,9%). Poi il ministro Maurizio Martina (1,1%), il deputato Ivan Scalfarotto (1%), l'ex ad di Luxottica Andrea Guerra (0,5%) e l'eurodeputata Alessia Mosca (0,4%). 

Tra gli outsiders, un candidato del Movimento 5 Stelle prenderebbe il 7,2% dei consensi, mentre Antonio Di Pietro si fermerebbe al 3,6%.

A voler avanzare un'analisi, appare più frammentata la distribuzione di preferenze nel centrosinistra, dove la sostituzione di Giuliano Pisapia sembra essere più complicata del previsto. Una delle possibilità è che dal "cappello" delle primarie esca un nome totalmente nuovo rispetto a quelli proposti, anche se Ambrosoli e Majorino sicuramente possono cercare di competere. Nel centrodestra, invece, il dato rappresenta già una "tendenza" nell'elettorato. D'altra parte, Matteo Salvini non fa mistero di voler sfidare Matteo Renzi a livello nazionale, nel 2018 o quando sarà. E' quindi - ad oggi - improbabile che si candiderà a sindaco di Milano.

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