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Stefano Parisi è candidato a sindaco per il centrodestra: reazioni

Tatarella (Fi): "Con lui vinciamo". Maroni (Lega): "Ottima notizia"

Reazioni alla candidatura di Stefano Parisi per il centrodestra

«C'è la candidatura e una coalizione compatta mentre nel centrosinistra c'è il candidato ma non si sa chi lo sostiene». Così Pietro Tatarella, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, commenta l'ufficializzazione di Stefano Parisi come candidato a sindaco del centrodestra milanese, ironizzando sul fatto che Giuseppe Sala, dopo avere vinto le primarie di centrosinistra, deve ora convincere tutta Sinistra ecologia e libertà a sostenerlo. «Stefano Parisi è l’unica vera novità politica in campo per Milano. Il suo profilo di city manager insieme alla capacità politica di aggregare le forze moderate e dialogare con tutta la città sono gli elementi che lo rendono vincente. Sala non riesce ad uscire dalla palude rosso-arancio, e sta già rivelando tutta la sua debolezza politica». Così la coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini.

«Ho lavorato tre anni con Parisi fianco a fianco, quando ero vicesindaco, ed è stato un ottimo direttore generale, inoltre conosce la pubblica amministrazione dato che veniva dalle Poste (mentre Sala veniva dal mondo del privato). Può riunire tutto il centrodestra, richiamando anche il voto dei moderati. Adesso deve iniziare il nostro lavoro sul territorio per farlo conoscere ai milanesi, soprattutto nelle periferie», è il commento di Riccardo De Corato di Fratelli d'Italia: «Le parole di Parisi sulla necessità di chiudere la disastrosa esperienza di Pisapia sono il segno che possiamo vincere».

Il presidente (leghista) della regione Lombardia, Roberto Maroni, affida a Twitter il suo sintetico commento: «Ottima notizia». «Il centrodestra unito vince, anche a Milano», è il commento - sempre su Twitter - del presidente della regione Liguria Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi.

Di tutt'altro tono il centrosinistra. «La posta in gioco in fondo sarà questa: da una parte lui col tentativo di riportare la città al ventennio lugubre e clientelare della destra e dall’altra un nuovo centrosinistra a fianco di Beppe Sala che proseguirà sulla strada avviata in questi anni con ancora più voglia di innovazione». Così Pierfrancesco Majorino, del Pd, assessore comunale al welfare e già candidato alle primarie di centrosinistra.

«Quella di Parisi sembra la fotocopia sbiadita della candidatura di Sala. E' una persona che stimiamo ma noi vogliamo andare avanti», ha commentato Pierfrancesco Maran, del Pd, assessore comunale alla mobilità: «Noi pensiamo di avere governato bene la città e di avere un progetto di sviluppo, mentre Parisi si candida con una coalizione guidata dalla Lega e dove Berlusconi è in fase calante».

Articolata la reazione di Sergio Scalpelli, che fu assessore di centrodestra quando Parisi era direttore generale del comune e che, ora, sostiene Giuseppe Sala. «Parisi è un fior di candidato, un riformatore liberale, uno che alla città può fare solo del bene», argomenta Scalpelli, anche se continua a ritenere che Sala parta avvantaggiato. Tuttavia il centrodestra si è - per Scalpelli - «compattato su una figura competitiva e che parla a quell’elettorale centrale della società milanese, che nel 2011 si era astenuto e quindi aveva favorito l’ascesa di Pisapia».

«Dopo Sala e Passera, ecco Parisi: tre manager come candidati sindaco. Milano, però, non è un'azienda privata e non ha bisogno di amministratori unici: il bene comune è da tutelare, non da vendere», commenta Patrizia Bedori, candidata a sindaco del Movimento 5 Stelle: «I reali problemi e bisogni di ogni quartiere non si conoscono stando seduti nelle sale dei consigli d'amministrazione, ma vivendoli in prima persona».

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