Elezioni Regionali, Fontana guida la valanga leghista sulla Lombardia: la mappa del voto

Il nuovo presidente si aggiudica nove province su dodici. La sinistra "tiene" solo in tre città

I due sfidanti

Doveva essere una sfida a due. Un uno contro uno tra i simboli del centrodestra e del centrosinistra, con il Movimento cinque stelle spettatore interessatissimo. Alla fine, i risultati dicono questo, è stato un monologo, un assolo vincente

È stata una vera e propria valanga leghista quella che ha travolto la Lombardia alle elezioni regionali del 2018. Dopo ventitré anni di guida firmata centrodestra al Pirellone, gli elettori lombardi hanno scelto la strada della continuità e hanno premiato Attilio Fontana, uomo storico della Lega spinto da Matteo Salvini e dal segretario milanese Pietro Grimoldi. 

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L'ex sindaco di Varese - che nel suo primo discorso da governatore ha puntato già su "lavoro, asili nido gratis e autonomia" - ha portato a casa nove città su dodici, lasciando a Giorgio Gori - anche lui primo cittadino, ma di Bergamo - le briciole o poco più. 

Elezioni regionali, i risultati a Milano

I dati definitivi per Gori, che ha addossato parte della colpa della sconfitta al "vento populista", sono impietosi: in Lombardia Fontana ha guadagnato il 49,74% delle preferenze, con il candidato del centrosinistra che si è fermato al 29,09, staccando di circa dodici punti il grillino Dario Violi, arrivato terzo al 17,36%. 

E per il Pd, inevitabilmente, la musica non cambia: Lega primo partito con una percentuale del 29,64, che significa oltre dieci punti percentuali in più rispetto ai dem, che non hanno neanche sfondato la soglia del 20%, bloccandosi a un deludente 19,24%. 

Una delle poche eccezioni - come già successo con per Camera e Senato - è arrivata da Milano città, dove gli elettori hanno consegnato a Giorgio Gori il 41,12% - Pd al 22,98% - e a Fontana il 40,16%, con la Lega ferma al 17,96% e Forza Italia al 16,12%. 

Elezioni regionali, i risultati a Bergamo e Mantova

Le altre due uniche gioie per Gori - anche se abbastanza inutili - sono "partite" da Mantova e Bergamo, dove il democratico è evidentemente conosciuto e stimato per il suo lavoro da sindaco. 

A Mantova il Pd è stato il primo partito con il 30,30% dei voti, che sono bastati per superare Lega - qui sotto il 20, con il 19,72% - e Forza Italia, 12,04%. Inevitabilmente, il più votato è stato Gori, che con un buon 39,03 ha superato Fontana, arrivato al 35,70. 

Nella "sua" Bergamo, invece, Gori ha portato a casa il 43,30% dei voti - Pd al 26,79 - e ha battuto il leghista, che ha guadagnato un comunque ottimo 41,51, con la Lega al 22,09. 

Elezioni regionali, i risultati a Varese e Sondrio

Ma se Gori ha vinto a Bergamo, Fontana ha stravinto a Varese, dove è stato primo cittadino fino a giugno 2016.

In città il leghista ha sfondato quota 50% - ha ottenuto il 53,13% dei voti - portando la Lega al 24,06, Forza Italia al 13 e la sua lista "Fontana Presidente" - questo il risultato più eclatante - a 8,16%. 

Buono - ma evidentemente distante anni luci dal rivale - anche il risultato di Gori, che da Varese è tornato con il 30,10% dei voti, nonostante un Pd fermo al 19,70%. 

Altra roccaforte leghista si è confermata Sondrio, dove Fontana - proprio come a Varese - ha superato la fatidica soglia del 50%, ottenendo il 50,47, con una super Lega al 35,87. Gori, invece, si è dovuto accontentare del 33,42% dei voti, con il suo partito bloccato al 24,20. 

Elezioni regionali, le città in cui vince Fontana

Per il resto, il voto del 4 marzo è stato una lunga marcia trionfale per Gori e la sua Lega, che hanno conquistato tre quarti di regione. 

A Brescia il candidato del centrodestra ha battuto Gori 43,38% a 36,92%. Situazione simile a Cremona - dove le percentuali dicono 44,92 Fontana, 32,48 Gori -, a Monza - che ha "regalato" il 44,93% dei voti al leghista e il 35,38 a Gori - e a Pavia, dove Fontana ha vinto con il 43,32% delle preferenze sul 37,66% del sindaco di Bergamo. 

Percentuali oltre il 45% per Fontana a Como - 46,77 contro il 34,59 del democratico -, Lecco - 46,55 Fontana e 35,90 Gori - e Lodi, dove il nuovo governatore ha portato a casa il 47,35%. 

Tutti numeri che, evidentemente, certificano la valanga leghista. 

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