"No al raduno neofascista a Milano": l'Anpi contro la "Festa Sole" di Lealtà e Azione

Il movimento di estrema destra starebbe organizzando la sua festa nazionale a Milano

Festa del Sole (foto facebook.com/AlessandroMatteoDeChirico)

Vietare la "Festa del Sole" di Lealtà e azione. È l'appello lanciato dal presidente dell'Anpi provinciale di Milano Roberto Cenati al primo cittadino di Milano Giuseppe Sala. Secondo Cenati, infatti, il movimento neofascista avrebbe annunciato che la sua festa annuale si svolgerà a Milano tra il 5 e il 6 luglio. Non sarebbe la prima volta, nel 2018 la festa si era svolta in una villa di Abbiategrasso, hinterland Ovest di Milano.

"Ci rivolgiamo al Sindaco di Milano perché impedisca, come votato in Consiglio Comunale nel gennaio 2018, la concessione di spazi pubblici — ha scritto su Facebook Cenati — ad organizzazioni che non garantiscano il rispetto dei valori e dei principi della Costituzione repubblicana e alle pubbliche autorità perché facciano tutto il possibile per evitare che Milano, capitale della Resistenza, subisca un ulteriore vergognoso oltraggio".

La festa 2018 di Lealtà azione

Il raduno di Lealtà azione del 2018 si svolse sempre tra il 6 e il 7 luglio ad Abbiategrasso, durante la kermesse nera venne letto anche una porzione del  discorso che Benito Mussolini tenne a Bari nel 1934 in un incontro sulla famiglia. A dare voce all'intervento del dittatore, davanti a una platea di 200 militanti neofascisti, era stato il professore Alfonso Indelicato, consigliere comunale di Fratelli di Italia a Saronno. 

"Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine di oltralpe, sostenute dalla progenie di gente che ignorava la scrittura, con la quale tramandare i documenti della propria vita, nel tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto". 

Queste le parole di Mussolini lette pubblicamente al raduno di Abbiategrasso con l'obiettivo di attaccare le politiche dei paesi nordeuropei su famiglia, unioni civili, orientamento sessuale ed eutanasia.

Le contestazioni alla festa 2018

Nei giorni che precedettero la manifestazione neofascista si sollevarono diverse polemiche sul suo svolgimento e sull'adesione all'iniziativa da parte di non pochi esponenti del centrodestra, tra cui anche alcuni parlamentari e assessori regionali leghisti. Dopo che la giunta di centrodestra di Abbiategrasso concesse gli spazi per il raduno neofascista, poi, 22 sindaci della zona scrissero una lettera aperta per dissociarsi dalla manifestazione e chiedere che venisse annullata. Il 5 luglio, inoltre, la senatrice sopravvissuta ai campi di sterminio nazista, Liliana Segre scrisse un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno Matteo Salvini chiedendogli di revocare l'autorizzazione alla festa in funzione della sua pericolosità e anticostituzionalità. Ma anche l'appello della Segre, che nel 1945 fu tra i soli 25 bambini reduci di Auschwitz, rimase inascoltato.

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