Firme false, anche Podestà riceve avviso di garanzia

Il presidente della provincia lo comunica nella mattinata di venerdì. "Ribadisco la mia estraneità", precisa: "C'era un ufficio nel partito che si occupava di queste cose"

Anche Guido Podestà è tra gli indagati per la vicenda della raccolta firme per le elezioni regionali del 2010. E' stato lo stesso presidente della provincia a riferirlo, affermando di avere ricevuto l'avviso di garanzia nella mattinata di venerdì.
 
"Ribadisco - ha affermato Podestà - la mia estraneità ai fatti. La gestione esecutiva degli adempimenti non era di mia diretta competenza ma di un apposito ufficio del partito". All'epoca dei fatti, Guido Podestà era coordinatore regionale del Pdl e come tale, secondo i magistrati, avrebbe avuto un ruolo nella falsificazione delle firme. E' accusato di falso ideologico.
 
A chiamare in causa Guido Podestà è stata Clotilde Strada, vice responsabile elettorale del Pdl lombardo, durante l'interrogatorio del 14 marzo 2011. "Per queste elezioni - ha detto in quell'occasione la Strada - ho avuto un ruolo marginale nella raccolta firme, avevo problemi familiari". Secondo la sua versione, "Il compito di coordinare i certificatori per la raccolta delle firme fu gestito direttamente da Podestà e Corsaro".

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