Gallera replica alle critiche: "Facile fare i 'professori del giorno dopo' da casa"

Non si placano le polemiche sulle Rsa e sull'ospedale in Fiera, oramai inutilizzato. L'assessore si sfoga sui social

Mentre le polemiche sulla strage delle Rsa, dove c'è anche un'inchiesta giudiziaria in corso, e l'ospedale in FieraMilanoCity inutilizzato non si placano, l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, in una lunga nota di qualche ora fa, risponde alle critiche. 

"Leggo stupito e molto amareggiato gli articoli che appaiano in questi giorni su importanti giornali. Assisto poi disgustato a molteplici azioni di gigantesca deformazione della realtà e di sciacallaggio politico e mediatico. Dal 20 febbraio viviamo la più grande emergenza sanitaria che la Lombardia abbia mai vissuto. Nel mio ruolo di Assessore al Welfare dal primo momento ho dedicato tutto le mie forze, le mie capacità, le mie energie fisiche e psichiche a fronteggiarla e a combatterla", sottolinea l'esponente della giunta Fontana.

"Sono stati e sono ancora momenti pieni di tensione, rabbia, frustrazione e sofferenza. Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili in tempi ristretti. Trovare un respiratore o una CPAP per far respirare chi non ce la faceva più, recuperare mascherine e camici per i nostri operatori sanitari, fare in modo che le autoambulanze trovassero un pronto soccorso dove portare i pazienti e una barella su cui sdraiare chi soffriva, organizzare le visite domiciliare delle unità speciali di continuità assistenziale, attivare il telemonitoraggio dei pazienti a domicilio, cercare di ampliare il più possibile la capacità di fare tamponi per soddisfare al massimo le tantissimi esigenze diagnostiche", prosegue.

"I dati sono in miglioramento grazie alle misure di contenimento che abbia fortemente voluto e adottato e al comportamento responsabile dei lombardi ma c’è ancora moltissimo da fare per prenderci cura dei grandi traumi fisici e psicologici di chi è stato in terapia intensiva, per riorganizzare il sistema ospedaliero e rafforzare il sistema territoriale", continua.

"Io continuo il mio lavoro con immutata determinazione e motivazione e guardo con distacco a quanti “col senno di poi” dalle comode scrivanie o dai divani di casa sputano sentenze e veleno. Noi siamo stati e siamo in trincea e non agiamo e nè abbiamo mai agito per compiacere i professori del giorno dopo ma sempre e solo per soffocare la diffusione del coronavirus e salvare le vite ai lombardi", conclude, non entrando tuttavia mai nel merito delle questioni.  

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