San Pietroburgo omofoba, Milano sospende il gemellaggio

Il consiglio comunale vota la mozione radicale con l'astensione di Rizzo (FdS) e Calise (5 Stelle). Guaiana (Certi Diritti): "Segnale tangibile sui diritti umani"

Il presidio davanti a Palazzo Marino

Il consiglio comunale di Milano ha sospeso giovedì il gemellaggio con San Pietroburgo, la città russa salita agli "onori" delle cronache per la legge contro la cosiddetta "propaganda dell'omosessualità". Dal 29 febbraio 2012 chi a San Pietroburgo viene accusato di assumere comportamenti di tipo omosessuale in pubblico rischia multe salatissime.  

Per denunciare all'opinione pubblica quella che - a ben vedere - può essere considerata una legge di stampo medievale, il 29 febbraio l'associazione "Certi diritti" aveva organizzato un presidio vicino al consolato russo a Milano, in zona San Siro. E poi era arrivata la mozione, presentata dal consigliere radicale Marco Cappato e firmata dai capogruppo della maggioranza a Palazzo Marino. Mozione più volte rimandata, infine approvata giovedì 22 con il voto favorevole di quasi tutta la maggioranza. Il Pdl ha abbandonato l'aula, la Lega ha votato contro e Calise (5 Stelle) e Rizzo (Federazione della Sinistra) si sono astenuti.

Rizzo, presidente del Consiglio, si è astenuto poichè, per il ruolo, "non prende parte ai voti di stretta competenza consiliare". Calise, invece, si è attenuto alla regola della "consultazione preventiva" con la base del Movimento. 

D'ora in poi quindi il gemellaggio è sospeso e non si organizzeranno inziative congiunte con San Pietroburgo da parte di sindaco, giunta e società partecipate del comune di Milano. Il gemellaggio è in essere dal 1967. Yuri Guaiana, consigliere di zona 2 e segretario dell'associazione radicale "Certi diritti", è soddisfatto: "Milano dà un segnale tangibile a favore dei diritti umani e delle libertà fondamentali e si dimostra all’altezza della sua tradizione antifascista, democratica e liberale".

"Speriamo - ha concluso - che l’esempio meneghino sia seguito anche da Venezia, gemellata dal 2006, e da Torino, che ha sciaguratamente siglato un accordo bilatetrale di collaborazione con l'ex capitale zarista solo una settimana fa". Alla campagna per la sospensione del gemellaggio avevano aderito, tra gli altri, Moni Ovadia, Gad Lerner, Alessandro Cecchi Paone, Lella Costa e la compagnia dell'Elfo.

Olga Lenkova (attivista di diritti civili di San Pietroburgo) ha mandato un videomessaggio spiegando tra l'altro che "i diritti umani possono solo esistere globalmente, ed è globalmente che dobbiamo lottare per loro".

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