Malati cronici, ok del Tar al modello dei "gestori" diversi dai medici di famiglia

La sentenza dei giudici amministrativi: respinta la richiesta di sospensiva presentata da diversi sindacati dei medici

Gestori per malati cronici, Tar respinge ricorso dei medici

Il Tar ha respinto il ricorso contro il nuovo modello di cure per i tre milioni di malati cronici lombardi. Il ricorso era stato presentato da una serie di sindacati dei medici, secondo i quali la riforma avrebbe "sminuito" il ruolo dei medici di base. Ma i giudici amministrativi non sono d'accordo e non hanno concesso la sospensiva della riforma voluta dal centrodestra.

La riforma prevede l'introduzione della figura del gestore o del co-gestore (insieme ad un ospedale pubblico o privato accreditato). Questo "tutor" potrà essere un medico di medicina generale ma anche una società in grado di gestire contemporaneamente migliaia di pazienti cronici. Che, con una lettera, saranno invitati appunto a scegliere un gestore a cui affidare l'organizzazione delle loro cure.

Concretamente il paziente non dovrà più preoccuparsi di ricette mediche, telefonate per prenotare le visite, code agli sportelli e così via. Farà tutto il gestore. La critica va al fatto che il paziente cronico avrà a che fare con due figure: il gestore per la sua cronicità e il medico di famiglia per tutto il resto. Vero è che il medico di "base" può candidarsi al ruolo di gestore ma soltanto per i pazienti con una sola patologia cronica (quasi due milioni di lombardi). Gli altri dovranno necessariamente avere a che fare con due figure.

Un'altra critica verte sulla "svendita" della gestione dei cronici ai privati accreditati. Alcuni temono che i grandi gruppi si porranno come sostanziali "oligopolisti" sulla scena della gestione dei malati cronici, in cambio di circa 40 euro all'anno per ogni presa in carico. Probabilmente si candideranno come gestori anche le ex aziende ospedaliere, cioè le nuove Asst (Aziende sociosanitarie territoriali).

Nella città di Milano, il 70% dei medici di famiglia non ha aderito alla candidatura a gestore dei cronici. La speranza dell'assessorato al welfare della Regione Lombardia è che la sentenza del Tar spinga molti di loro a cambiare idea.

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