Foibe, intitolato a Milano un giardino in ricordo di Norma Cossetto

Stuprata e gettata viva in una Foiba quand'era studentessa in Istria. La cerimonia nel Giorno del Ricordo

Il giardino dedicato a Norma Cossetto

In occasione del Giorno del Ricordo si è tenuta, nel pomeriggio di lunedì, la cerimonia di intitolazione del giardino di via Einstein alla memoria di Norma Cossetto, la studentessa istriana stuprata e gettata viva in una foiba nei pressi di Villa Surani dai partigiani jugoslavi. Una intitolazione chiesta dal Municipio 4, come ha ricodato Paolo Guido Bassi, presidente del Municipio: «A 100 anni dalla nascita, finalmente, anche Milano dedica un luogo al ricordo di questa ragazza, per molti considerata un simbolo delle tante vittime senza nome scomparse nelle cavità carsiche».

Alla cerimonia hanno preso parte lo stesso Bassi e le cugine di Norma Cossetto, Diana e Loredana; e poi Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, e Matteo Gherghetta, presidente del Comitato di Milano dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, oltre a vari esponenti politici milanesi tra cui Riccardo De Corato, ex vice sindaco e assessore regionale alla sicurezza.

Ha spiegato Bassi: «Abbiamo scelto questo giardino non a caso. E’ stato realizzato accanto a una residenza del Politecnico ed è frequentato da tanti studenti universitari, come lo era Norma, uccisa poco prima di coronare il suo sogno di laurearsi. Il suo nome all’ingresso del parco, speriamo possa essere stimolo per le nuove generazioni a chiedersi chi fosse e ad approfondire la storia tragica, a lungo taciuta, delle popolazioni dell’Istria, di Fiume, della Dalmazia. Crediamo che questa intitolazione sia anche un messaggio contro alla violenza sulle donne, tema sul quale il nostro Municipio ha sempre organizzato molte iniziative. Non a caso, nella stessa area verde abbiamo fatto realizzare un murales dedicato proprio alle donne, spesso dimenticate, scomparse durante i conflitti che hanno insanguinato la nostra storia contemporanea».

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E intervenendo in consiglio regionale, lunedì mattina, De Corato ha chiesto che al maresciallo Tito sia tolta l'onorificenza di cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana. «Da quel titolo - ha affermato l'esponente di Fratelli d'Italia - gronda il sangue della pulizia etnica che lo vide responsabile in prima persrona».

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