Lega contro gli hotel che accolgono immigrati: non passa sospensione licenza

Sotto attacco gli alberghi che, in convenzione con le prefetture (e quindi con lo Stato), ospitano immigrati in attesa di identificazione

Profughi alla stazione centrale (Infophoto)

Hotel che accolgono immigrati: in regione è dietrofront, non verranno più sospese le licenze. La proposta leghista alla fine non è passata, per forti tensioni interne nella maggioranza di centrodestra. Ma il Carroccio ha ottenuto comunque - in cambio - che a quelle strutture non vengano erogati fondi regionali.

La nuova norma era stata presentata dalla Lega con un emendamento alla legge regionale sul turismo, in discussione in aula del Pirellone. Prevedeva - per gli albergatori che accogliessero immigrati e profughi - sanzioni da 5 mila a 10 mila euro e sospensione (fino a un anno) della licenza. Si conosce l'opionione leghista in merito, anche se l'accoglienza è determinata da specifiche convenzioni con le prefetture, cioè con lo Stato, e non ha nulla di illegale. L'argomento è "caldo", perché alcuni di questi albergatori hanno ricevuto pesanti minacce.

La Lega teneva tantissimo a far passare la norma: il capogruppo Massimiliano Romeo aveva minacciato, durante la giornata di martedì, che il suo partito non avrebbe votato la legge sul turismo nel suo complesso, se gli alleati avessero bocciato l'emendamento. Un atteggiamento durissimo, tanto che c'è da chiedersi se gli alleati fossero almeno a conoscenza, con qualche giorno d'anticipo, del contenuto. Di solito in politica si tratta, ma non a cose fatte, soprattutto all'interno di una coalizione.

Si è dichiarato subito contrario l'assessore competente, Mauro Parolini, ciellino di Ncd, e con lui il suo gruppo. Roberto Maroni ha invece aderito alla linea del suo partito: "Vogliamo penalizzare chi asseconda questa gestione fallimentare dell'immigrazione", ha dichiarato. Dall'altra parte Umberto Ambrosoli, del Patto Civico, già candidato governatore, che ha ricordato che l'accoglienza organizzata è stata ideata da ministri dell'interno di centrodestra come Scajola e Pisanu. E Maroni nel 2011 chiese alle regioni di offrire ospitalità a chi scappava dal Nord Africa imperversato dalle guerre civili.

Alla fine, il compromesso: niente sanzioni e niente sospensione della licenza, ma gli alberghi che negli ultimi tre anni hanno tratto il loro fatturato non esclusivamente da "attività turistica" (quindi anche da convenzioni, come quella - appunto - con le prefetture sugli immigrati) non potranno accedere a fondi regionali in futuro. Un risultato che soddisfa la Lega, che ha ottenuto quel "segnale al governo" che stava cercando, nonché la "penalizzazione" per gli albergatori che aderiscono alle convenzioni con le prefetture. Ma che manda su tutte le furie le opposizioni, secondo cui l'aula del Pirellone è stata trasformata in un "palcoscenico da talk show" per "sceneggiate populiste da campagna elettorale", come spiega Alessandro Alfieri del Pd.

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Drastico il Movimento 5 Stelle: "La soluzione è far sì che si decida se uno ha diritto d'asilo in un mese", commenta Stefano Buffagni. E mentre Fratelli d'Italia si schiera con la Lega a favore dell'emendamento, silenzio da Forza Italia.

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