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San Raffaele, indagato ex assessore Simone: avrebbe preso 500mila euro

Gli investigatori fanno luce su una presunta "mazzetta" di 500mila euro trasferita a un conto estero riferibile all'ex assessore alla sanità lombarda, Antonio Simone, vicino a CL

Redazione23 marzo 2012
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L'ex assessore regionale alla sanità Antonio Simone (in carica all'inizio degli anni '90) è indagato sulla vicenda del San Raffaele. A un conto estero a lui intestato sarebbero finiti 500mila euro frutto di una finta consulenza pagata dall'istituto ospedaliero. Lo avrebbe rivelato durante un interrogatorio Giancarlo Grenci, anch'egli indagato, spiegando che si trattava di un ordine proveniente dall'uomo d'affari Pierangelo Daccò, di cui Grenci era fiduciario.

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L'interrogatorio di Grenci risale al 5 dicembre 2011. Sarebbe esistita una specie di rete di società domiciliate all'estero riferibili proprio a Daccò, che avrebbe prima creato fondi neri (sovra-fatturando costi a carico dell'ospedale) e poi - attraverso quelle società - li avrebbe appunto portati all'estero. Secondo quanto emerso, durante l'interrogatorio Grenci avrebbe spiegato i rapporti tra Simone e Daccò, rapporti soprattutto d'affari. Anche la segretaria di Mario Cal (Stefania Galli) avrebbe parlato, davanti ai magistrati, di Antonio Simone come un uomo "molto legato a Daccò".

Antonio Simone
Cascina Gobba
corruzione

1 Commenti

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  • Avatar anonimo di stefano

    stefano il nuovo arcivescovo, ciellino pure lui, dovrà fare gli straordinari con le confessioni e i pater-ave-gloria di riparazione....

    il 23 marzo del 2012