Partecipa a battuta di caccia e posta le foto: consigliera lombarda minacciata sui social

"Disavventura" su Facebook per Barbara Mazzali (Fdi), riempita di insulti e minacce

Barbara Mazzali durante la battuta di caccia (Foto Fb)

Minacciata di morte sui social per avere postato una fotografia di una "battuta di caccia" a cui ha partecipato nei giorni scorsi. E' successo a Barbara Mazzali, consigliera regionale di Fratelli d'Italia particolarmente attiva a fianco del mondo venatorio. L'esponente di Fdi chiede ora l'intervento della procura.

Tutto è iniziato quando la consigliera ha scritto su Facebook di avere rinnovato il suo tesserino venatorio trascorrendo la giornata di sabato 11 gennaio in una tenuta faunistico-venatoria della Lomellina. Poco dopo sono iniziati ad arrivare i commenti di persone decisamente schierate contro la caccia, alcuni dei quali di tenore obiettivamente piuttosto violento: «Sarebbe bello vederti dall'altra parte correre spaventata e qualcuno che ti spara. Te lo auguro con tutto il cuore», recitava uno. «Stop killing innocent beings please. Or just shoot yourself if you really want to shoot something (Smetti di uccidere vite innocenti, per piacere. O almeno spara a te stessa se proprio vuoi sparare a qualcosa)», un altro.

Alcuni dei commenti sono stati poi cancellati o oscurati dalla consigliera, che nel frattempo si è recata alla procura di Brescia per presentare quello che lei stessa promette essere il primo esposto di una lunga serie («ne ho sei in preparazione») «non solo come cittadino e come orgogliosamente cacciatore, ma anche come rappresentante delle istituzioni, che ha il dovere di tutelare le categorie a rischio», ha scritto la Mazzali sempre su Facebook.

«Se gli animalisti italiani sono questi, è ora che intervenga la procura. La violenza e le minacce non possono rimanere impunite. I social non possono essere terra di nessuno in cui ciascuno può sfogare il suo odio, perché poi si alimenta una violenza che può passare ai fatti compiuti. E’ il momento di dire basta, è il momento che la procura intervenga con decisione, è il momento di smetterla di concedere tutto agli animalisti. Lo Stato prenda provvedimenti, perché non possiamo essere gente per bene quando paghiamo le tasse di concessione e poi persone di cui vergognarsi quando andiamo protetti», ha dichiarato la Mazzali in una nota.

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