Intervista alla senatrice a vita Elena Cattaneo

E' stata appena nominata da Napolitano insieme a Rubbia, Piano e Abbado. Insegna in Statale

Elena Cattaneo

La più giovane senatrice a vita di sempre: Elena Cattaneo, ricercatrice di fama internazionale, insegna alla Statale di Milano e risiede a Brugherio. Non appena è stata ufficializzata la nomina, in molti hanno pensato a Rita Levi Montalcini, un vanto per la scienza italiana, anche lei senatrice a vita, recentemente scomparsa. MilanoToday l'ha intervistata.

Una nomina che è un enorme onore, sicuramente, ma anche un impegno perché il Suo nome si affianca a quello di Rita Levi Montalcini. Che cosa rappresenta per una donna di scienza un traguardo così alto a livello istituzionale?

Il solo fatto di affiancare il proprio nome al nome della “grande” Rita mette molta inquietudine ma dà anche molta forza. Rita era una donna piena di energie, che vedeva la scienza come un impegno dentro e fuori dal laboratorio, la scienza come impegno civile insomma. Poter cogliere questa Sua testimonianza anche solo in parte, promuoverla e portala avanti ovviamente mi riempie di gioia, anche se mi rendo conto che non sarà semplice perseguire questo obiettivo farò tutto quello che devo.

Una nomina, la Sua, voluta per l’eccellenza dei risultati raggiunti nell’ambito della ricerca in campo scientifico e per il prestigio del Suo nome a livello internazionale: in che misura la Scienza e più in generale la Cultura possono contribuire alla Politica italiana o sono addirittura necessarie per il suo rinnovamento?

Innanzitutto mi faccia dire che secondo me il mio nome è la parte meno rilevante di questa straordinaria decisione del Presidente Napolitano, perché la parte rilevante di questa storia è il fatto che lui abbia visto nella cultura, nelle arti e nella scienza la possibilità di cambiare e di dare dei segnali di attenzione verso quelli che sono i nodi cruciali di una società: lo studio e la conoscenza. Questo è un riconoscimento del valore della conoscenza, della ricerca delle evidenze e dei fatti ed è un messaggio di incoraggiamento nello specifico a tutta la Ricerca italiana, a tutti quei ricercatori che ogni giorno, nonostante tutto, come lo stesso Presidente ha scritto nelle motivazioni, aprono i laboratori. La politica non è detto che debba sapere di scienza. La politica è la parte più nobile e più importante di una società, è quella che organizza, predispone e costruisce il futuro, non è detto che debba sapere di tutte le discipline che compongono la società ma deve però sapersi riferire a tutti gli ambiti.

Lo ha già anticipato Lei con le Sue parole, con questa nomina il Presidente della Repubblica ha dichiarato di voler dare un segno di “forte incoraggiamento” alla ricerca scientifica. Visto il suo impegno attivo nel campo della Ricerca e dell’Istruzione quali dovrebbero essere i passi da compiere a livello legislativo per far tornare l’istruzione a essere la prima possibilità di affermazione per i giovani in Italia?

Innanzitutto riconoscerne il valore, ricercare i professionisti. Bisogna in tutti i modi e in tutte le forme riconoscere il valore della conoscenza e dell’esplorazione, partendo dalla scuola elementare perché il patrimonio di qualsiasi società e di qualsiasi nazione sono le idee e vanno accresciute.

Tra tutti i commenti di apprezzamento per le personalità su cui è ricaduta la scelta di Napolitano, dal premier Letta, fino al Presidente del Senato Grasso, uno è uscito invece dal coro: Daniela Santanchè si è detta “Dispiaciuta, delusa e amareggiata” perché la nomina non abbia incluso Silvio Berlusconi. Un suo commento a proposito?

Un commento lecito ma evidentemente altri e soprattutto la persona a cui spetta costituzionalmente questa prerogativa ha pensato diversamente. Io credo che si debba rispettare la decisione e penso che ci siano vaste parti della società civile che ringrazieranno per sempre il presidente Napolitano per queste nomine, non certo per il mio nome, ma per il segno che ha dato. Io penso di aver ricevuto moltissime e-mail e messaggi ma il ringraziamento andava a Lui per aver toccato il cuore della cultura e della voglia di conoscere della Ricerca.

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