Lega, manifestazione contro il governo Monti. In 75mila in piazza

Prove di distensione nell'"adunata" leghista di piazza Duomo. Ma dal palco Maroni fa scena muta. Per Calderoli "presenti in 75mila". Fischi quando Bossi ha citato il "caro Berlusconi"

Calderoli, Bossi e Maroni (foto Nicoli)

E' servito portare in piazza anche delle fotografie, non bastavano questa volta gli slogan, le bandiere e gli elmi con le corna a esprimere ciò che passava per la testa dei militanti della Lega riuniti domenica a Milano per manifestare contro il governo. C'erano i ritratti (affiancati) del premier Monti e del 'ragionier Fantozzi', che per i leghisti avrebbero "le stesse capacità" nel far andare avanti l'Italia. Ma soprattutto, in una piazza Duomo tinta di verde (in cui Roberto Calderoli ha stimato almeno 75mila persone arrivate da tutte le regioni settentrionali) c'era l'immagine di Umberto Bossi che abbracciava Roberto Maroni (mercoledì scorso a Varese) dopo il caso del 'bavaglio' all'ex ministro dell'Interno: che ne sventolassero a centinaia, stamani, è stato il segno che non tutto, nella Lega, è più come prima.

A un certo punto si sono persino mischiate le ovazioni: al levarsi di un 'Maroni, Maroni' nasceva un 'Bossi, Bossi'. E sul fondo della piazza è comparso un mega-striscione per il Senatur: 'La Lega sei solo tu'. 'Maroni-boys' contro 'Bossi-boys?' Difficile pensare che i cori fossero tutti in contrapposizione, anche perché l'affetto per il Capo non sembra in discussione, ma certo alla tradizionale disciplina i militanti leghisti hanno unito anche la voglia di esibire umori finora nascosti. Con fischi, quando Bossi, l'unico a parlare dal palco dopo i due presidenti di Regione, ha citato "il caro Berlusconi" e alcuni suoi dirigenti come Rosi Mauro e Marco Reguzzoni, considerati i più 'bossiani' di tutti.

Con adesivi, come quelli con la scritta 'barbari sognanti' diventata motto dei maroniani, che oggi se la sono appiccicata su giacche e felpe. E coi tradizionali cartelli delle adunate leghiste. C'erano i 'Padania libera' e i 'Basta tasse e basta Roma' rivolti al governo contro cui oggi si protestava, ma si sono visti anche quelli con la scritta 'Maroni in Padania, Cosentino in Tanzania' che alludevano alle polemiche sul voto per l'arresto del deputato Pdl e sui fondi investiti all'estero dalla Lega. E, ancora, si è notata l'ironia su chi sta accanto al leader: il Cerchio Magico? No, 'Il cerchio tragico, salvate il soldato Bossi', recitavano alcuni cartelli con anche in questo caso una foto, quella della Mauro. 

A livello plastico, la piazza di Milano ha comunque dato un'immagine compatta, smentendo le voci girate alla vigilia, che si stessero cioé preparando contestazioni organizzate. I 'big' si sono fatti vedere fianco a fianco nel corteo e sul palco, dove è comunque stata notata una mancata stretta di mano fra Maroni e Reguzzoni, prossimo a lasciare la poltrona di capogruppo leghista alla Camera. Nel Carroccio, ha detto Bossi, é prevalsa la "saggezza per evitare una rottura, tutti hanno fatto un passo indietro" dopo le tensioni delle scorse settimane culminate nel 'bavaglio' a Maroni.

Erano anzi i giornalisti, ha aggiunto, che "speravano" nella divisione. Se sarà davvero così lo si vedrà nei congressi provinciali e nazionali, che il Consiglio federale riunito nel pomeriggio in via Bellerio ha deciso di far celebrare entro giugno. Come la base ha chiesto (fonte: ansa).

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