Marijuana, centrodestra contro Radicali e HempFest. Ma c'è anche chi è a favore della legalizzazione

Scontro politico nel giorno mondiale dedicato alla canapa indiana. De Chirico (Fi) si differenzia dal centrodestra: "Meglio legalizzare"

Semi di cannabis distribuiti dai Radicali a Milano (Melley/MT)

La "giornata mondiale della cannabis", il 20 aprile, continua a generare polemiche politiche nel Paese e anche a Milano. Nel capoluogo lombardo, in mattinata, Marco Cappato e Antonella Soldo (Radicali) hanno piantato un seme di canapa indiana in una aiuola di piazza Duca d'Aosta e poi hanno distribuito semi ai passanti. Nel pomeriggio, alle 16.20, si apre (e durerà dodici ore) l'HempFest al Lambretto Studios di via Arrighi, a Lambrate.

L'HempFest, soprattutto, aveva scatenato le polemiche. Da Fratelli d'Italia e Lega Nord la richiesta al sindaco Giuseppe Sala (e alle forze dell'ordine, «anche coi cani antidroga») di intervenire. Ma se l'organizzazione di HempFest ribadiva che, all'interno della struttura, non sarebbe stata commessa alcuna violazione della legge, Sala aveva temporeggiato affermando che il festival sarebbe stato monitorato e aveva anche ammesso di avere fumato una canna in gioventù.

Pronta la replica della Lega Nord, i cui deputati Marco Rondini e Paolo Grimoldi hanno presentato un'interrogazione al ministro dell'interno Marco Minniti chiedendogli di verificare se sono stati «effettuati tutti i controlli necessari affinché tra le pieghe del programma della manifestazione non vi siano stati eventi o attività che abbiano propagandato ed incentivato l’uso di cannabis in violazione delle norme di legge vigenti». ​I due leghisti sembrano non avere dubbi: «Questa iniziativa è un incentivo al consumo di cannabis - scrivono - e suona come uno schiaffo alle comunità terapeutiche di recupero». E Riccardo De Corato (Fdi) si spinge ancora oltre, dichiarando nero su bianco che «Milano vive un'emergenza droga paragonabile a quella degli anni '70 e l'eroina è tornata prepotentemente alla ribalta», anche se i dati non sembrano essere paragonabili all'era dell'eroina "di massa".

«La priorità oggi per Sala è far fare ai partecipanti dell'HempFest due canne indisturbati - chiosa De Corato - forse perché i suoi alleati, a cominciare da Cappato che oggi ha inscenato una pagliacciata davanti alla Regione simulando la semina della marijuana, sono a favore della festa e magari vi parteciperanno».

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Ma non tutto il centrodestra è proibizionista. Il vice capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, Alessandro De Chirico, promette invece che, dopo gli impegni in Comune, nel pomeriggio di giovedì 20 aprile parteciperà a HempFest. «Si tollera l'uso e il possesso di marjuana e di hashish, ma da anni giace in Parlamento una proposta di legge per la liberalizzazione della cannabis, non solo per uso terapeutico», scrive in una nota il consigliere "azzurro": «Ogni giorno i luoghi dello spaccio a Milano sono frequentatissimi e non ci sono controlli sufficienti ad assicurare alla legge chi delinque. Piazze dello spaccio come corso Como, Rogoredo, il parco Sempione, via Gola e innumerevoli altri luoghi in mano alla criminalità. Pensiamo a cosa succederebbe se lo Stato liberalizzasse la vendita di sostanze cosiddette leggere e fosse esso stesso il primo venditore. Nessun mercato nero, nessuna evasione fiscale, nessun rischio per gli utilizzatori che molto spesso comprano merce impura e mischiata con devastanti sostanze da taglio. Le istituzioni avrebbero modo di tenere la somministrazione sotto controllo. Gli introiti della vendita andrebbero ad arricchire le casse dello Stato e non quelle della criminalità organizzata. È arrivata l'ora di una svolta culturale, come avvenuto recentemente nel civilissimo Canada, e liberalizzare le droghe leggere».

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