Moschee (ma anche chiese cattoliche): più regole e burocrazia

Parla chiaro la Lega: "No all'islamizzazione della Lombardia". La legge regionale sui nuovi luoghi di culto scatena le polemiche

Musulmani in preghiera a Cantù (quicomo.it), in Lombardia

La legge regionale sui nuovi luoghi di culto è stata dunque approvata. E poiché finora, per colpire l'Islam, colpiva anche le altre religioni non concordatarie e - per questo - era a rischio di costituzionalità, ha finito con il colpire anche la religione cattolica. Sì, perché nell'ultima formulazione è stato inserito che le nuove norme valgono anche per le confessioni religiose che hanno un'intesa con lo Stato. Tra cui la più importante è, appunto, quella cattolica.

Del resto, che la legge mirasse a colpire l'Islam è stato detto a chiare lettere dagli esponenti leghisti che sono intervenuti, fino all'ultimo, in difesa del provvedimento. Così Roberto Anelli: "No all'islamizzazione della Lombardia". E alla critica sulla limitazione della libertà religiosa la risposta è sempre la stessa (islamico-centrica): "Piuttosto si pensi ai recenti fatti di cronaca (i giornalisti francesi di Charlie Hebdo uccisi, n.d.r.)". Fabrizio Cecchetti, altro leghista, afferma anche che "le opposizioni difendono i diritti degli altri", intendendo dell'Islam; ma gli evangelici, notoriamente nati nel cuore della Germania e quindi dell'Europa, sono "altri" per Cecchetti?

Non molto differenti i pareri del resto del centrodestra. Così Fabio Altitonante di Forza Italia: "Per noi i fatti sono i tanti Mohammed Game, Rabei Osman Es Sayad Ahmed o Abu Imad passati dal centro islamico di Viale Jenner". E ancora: "Abbiamo inserito nella legge anche una consulta regionale, che dovrà esprimere parere obbligatorio e vincolante su ogni progetto di insediamento di nuovi luoghi di culto". Viva lo snellimento della burocrazia, ecco un nuovo organismo centralizzato che prima non esisteva. La consulta sarà obbligatoria proprio per le religioni senza intesa con lo Stato. Come dire, la regione deciderà se aprire le Moschee o no.

"Regole certe", afferma Riccardo De Corato di Fratelli d'Italia. Ma nel testo si leggono espressioni come "presenza diffusa, articolata e consistente a livello territoriale". Consistente rispetto a quale altro indicatore? La consistenza delle altre religioni? La popolazione di un quartiere? Di un comune? Della regione? Ci auguriamo che chi dovrà giudicare la consistenza o la diffusione (già: chi?) abbia studiato un po' di statistica. Di sicuro non si tratta di espressioni molto "certe". Ed è vero, come spiega De Corato, che la zona 8 di Milano, a maggioranza centrosinistra e con un presidente di Sel, ha chiesto - per l'area dell'ex Palasharp - correttivi rispetto al progetto originario di (probabile) Moschea, ma non questo tipo di regole.

Sul fronte del centrosinistra, le polemiche non si sono fatte attendere. Pierfrancesco Majorino, assessore ai servizi sociali del comune di Milano, parla di legge discriminatoria verso i musulmani e dannosissima verso tutti gli altri (evangelici, induisti, buddisti e così via). "E' un pugno in faccia, sul piano culturale, a qualsiasi tentativo di dialogo tra culture", afferma. E il Movimento 5 Stelle, con Eugenio Casalino, parla di "paranoia legislativa inutile e un pasticcio urbanistico che burocratizza all'inverosimile l'apertura dei luoghi di culto". Ma anche di "criminalizzazione di tutti i 420 mila musulmani che risiedono in Lombardia vendendo il mito che impedire nuove Moschee significa avere più sicurezza".

Già, perché il punto è proprio questo: con circa 700 centri di preghiera irregolari (che Casalino paragona alle Catacombe dei primi cristiani, costretti a pregare di nascosto), i terroristi si fermano impedendo la costruzione di Moschee regolari?

Per non parlare del referendum, che sarà possibile indire da parte dei comuni coinvolti. Il referendum è strumento democratico inconfutabile, rispettabile, ma ricorderemo che l'appellarsi ai cives per via diretta in casi di particolare enfasi emotiva consentì la condanna a morte di un certo Socrate e, secoli dopo, di un certo Gesù Cristo, entrambi mandati al patibolo con l'accusa di empietà, quindi con un'accusa di stampo religioso. Non vorremmo che, proprio come Ponzio Pilato, i comuni lombardi si trincerino un giorno dietro un risultato referendario per motivare un "no" a una nuova Moschea. Condannando i musulmani a pregare comunque, ma clandestinamente. E' questa la libertà dell'occidente? "Dobbiamo garantire la libertà, anche perché non possiamo comportarci come quei Paesi che critichiamo", commenta Manfredi Palmeri, consigliere comunale di centro, che pure è d'accordo sul garantire anche la sicurezza e sul non poter far finta di niente "di fronte a chi si oppone alla civiltà stessa".

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