Approvata la legge sullo sport contestata dal Cio che minaccia: «A rischio Milano-Cortina 2026»

Opposizioni in subbuglio: «Intervenga Mattarella». Giorgietti (sottosegretario allo sport): «Un equivoco, risolveremo»

Un rendering del Pala Italia a Santa Giulia

Il giorno dopo l'approvazione della legge sullo sport, fa ancora "rumore" la lettera del Cio (Comitato internazionale olimpico) ai suoi membri italiani (quindi al Coni, il Comitato olimpico nazionale italiano) con cui l'organismo mondiale si mostra estremamente preoccupato su diversi punti della legge in questione, che minando l'autonomia del mondo sportivo nazionale rispetto al governo rende l'Italia passibile di sanzioni pesanti.

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Il nostro Paese rischia infatti di essere escluso dal Cio e questo vorrebbe dire la possibilità concreta di vedersi tolta l'assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 che si dovrebbero organizzare tra Milano e Cortina d'Ampezzo, ma anche di non partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Conseguenze che, nella giornata di lunedì e ancora in quella di martedì, hanno provocato diverse reazioni nel mondo politico romano.

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«Il Cio è stato frettoloso»

Fonti interne alla maggioranza Lega-5 Stelle hanno parlato di Cio «troppo frettoloso». La legge passata al Senato (con 154 voti favorevoli, 54 contrari e 52 astenuti) è una legge delega con cui il governo punta a regolamentare il lavoro sportivo (inclusi i criteri di parità uomo-donna) e a favorire lo sviluppo delle associazioni dilettantistiche sportive. Giancarlo Giorgetti, sottosegretario con delega allo sport, ha aggiunto che «ora c'è la seconda parte del lavoro da fare con il Parlamento per i decreti legislativi e attuativi. In quella sede saranno chiariti i dubbi che nascono da un fraintendimento».

Al Cio non piace soprattutto che nella legge delega sia scritto il «riordino» del Coni. L'organismo internazionale non accetta che un governo mini all'autonomia dell'organismo nazionale, e lo ha scritto chiaramente nero su bianco invitando anche a un incontro urgente già per questa settimana a Losanna, in modo da risolvere alla radice il problema. Il governo ribatte che i decreti delegati faranno chiarezza. Alcuni ordini del giorno approvati impegnano il governo a definire il ruolo di governo del Coni in coerenza con la Carta Olimpica, cioè come ente che presiede all'organizzazione nazionale dello sport attraverso le varie federazioni sportive. 

«Mattarella intervenga»

Le opposizioni, tuttavia, non sono tranquille e ora chiedono al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di meditare prima di promulgare la legge. «Il governo italiano sta al "faremo, vedremo, risolveremo"», si è espresso il vice segretario di +Europa Piercamillo Falasca: «Noi, intanto, vigileremo per far sì che la prossima estate l'Inno nazionale non suoni solo al Papeete ma anche alle Olimpiadi di Tokyo. C'è in gioco l'autonomia dello sport italiano e la partecipazione del nostro Paese alle manifestazioni sportive internazionali». Compresi i giochi invernali Milano-Cortina 2026.

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