La Lega vince ovunque ma traballa a Legnano: comune a un passo dal commissariamento

Minoranza decisa a consegnare le dimissioni, così anche due "franchi tiratori" della Lega

Il monumento ad Alberto da Giussano (foto Framor1981 Wikipedia)

La Lega vince in tutta Italia ma traballa nella città in cui si trova il simbolo del partito: Alberto da Giussano. È a un passo dal commissariamento l'amministrazione comunale di Legnano guidata da Giambattista Fratus, eletta nel maggio del 2017. Il motivo? Dissidi interni al partito di Matteo Salvini.

La crisi della giunta

L'amministrazione Fratus ha iniziato a perdere pezzi a febbraio quando si è dimesso l'assessore alla cultura e allo sport Franco Colombo. Dimissioni per "motivazioni strettamente personali", aveva spiegato durante la conferenza stampa ai giornalisti. Ma non solo: il candidato più votato alle elezioni di giugno 2017 (452 preferenze) aveva deciso di lasciare anche la sezione del carroccio di Legnano di cui era stato segretario. A stretto giro il sindaco Fratus aveva "cacciato" l'assessore alle opere pubbliche Laura Venturini (Forza Italia). Era seguito un rimpasto di giunta — senza nessun comunicato e nessuna dichiarazione del primo cittadino — con la nomina di due assessori: Daniele Laffusa (Lega) per lo sport e politiche giovanili; Chiara Lazzarini (Forza Italia) per le opere pubbliche. 

E proprio in questo frangente la crisi di giunta si è allargata al consiglio comunale. Tra gli ordini del giorno del 25 marzo il parlamentino era chiamato a votare anche una mozione di sfiducia, presentata dalla minoranza, nei confronti dell'assessore alle opere pubbliche. 

Nella mozione le minoranze si riferivano ai fatti di Amga, società controllata dal comune di Legnano, sottolineando come fosse "tuttora in corso la causa promossa da Amga contro Chiara Lazzarini ed altri per richiedere un risarcimento danni derivati dalla sua attività di amministrazione di questa società". Secondo le opposizioni sussistevano "evidenti ragioni di incompatibilità politica e di possibili conflitti di interesse istituzionale".

Il risultato? La mozione non è stata votata: i consiglieri di minoranza avevano deciso di abbandonare l'aula dopo un tira e molla sulle modalità della votazione (segreta o palese).

La maggioranza perde pezzi in consiglio comunale

Lunedì 25 marzo ha fatto un passo indietro (dimettendosi) il consigliere comunale della Lega Mattia Rolfi, eletto nel 2017 con 101 preferenze. Ma non è il solo: nella seduta di martedì 26 marzo non si sono presentati in consiglio anche i leghisti Federica Farina e Antonio Guarnieri (quest'ultimo presidente del parlamentino). In breve: c'erano solo alcuni esponenti della maggioranza, senza minoranza. E i ripetuti appelli hanno ufficializzato la mancanza del numero legale. Risultato? La seduta è stata chiusa definitivamente intorno alle 22.

Il problema adesso sarebbe legato alle dimissioni in blocco. Secondo quanto vociferato la minoranza sembra essere intenzionata a presentare le dimissioni in blocco e così anche Farina e Guarnieri. Se tutto fosse confermato la giunta cadrebbe e il comune di Legnano sarebbe commissariato. L'ufficialità arriverà nella seduta di mercoledì 27 marzo quando il consiglio comunale si riunirà alle 20.30.

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