Corsico, nessuna infiltrazione mafiosa in Comune. L'indagine di Prefettura e Ministero

Concluse le indagini: il Comune non verrà sciolto per infiltrazione mafiosa. Ma la guardia resta ovviamente alta

Una seduta di consiglio comunale a Corsico

Il comune di Corsico non verrà sciolto per infiltrazione mafiosa. E' il risultato (negativo, nessun riscontro) dell'indagine commissionata nell'autunno del 2018 dal ministero dell'Interno e affidata al personale della prefettura milanese. Il comune dell'hinterland, che è commissariato da quando il sindaco di centrodestra Filippo Errante si è dimesso, nel mese di aprile del 2019, in seguito ad uno scontro politico interno alla sua maggioranza, è da sempre considerato "a rischio" insieme ai vicini centri di Buccinasco, Cesano Boscone e Trezzano sul Naviglio.

L'indagine è partita considerando vent'anni di esposti. L'ultimo caso è quello del festival dello stocco di Mammola, con numero di telefono di un parente di pregiudicati per mafia sul manifesto della sagra per gestire le prenotazioni. Accanto ai nomi del sindaco e degli assessori. Ma il personale della prefettura (che per il festival ha ricevuto l'esposto direttamente dai carabinieri) ha scandagliato vent'anni di attività amministrativa. Ciò nonostante, gli ex esponenti della giunta corsichiese, come l'attuale consigliera regionale leghista Silvia Scurati, polemizzano: "Chi chiederà scusa alla città e all'amministrazione Errante?". 

Amministrazione che, in realtà, era coinvolta indirettamente nell'indagine solo per la vicenda dello stocco di Mammola, e che, a ben vedere, a quella vicenda era sopravvissuta, "azzerandosi" a parte il sindaco e la vice sindaco, e che si è poi "spezzata" per (come detto) una questione politica tutta interna alla maggioranza.

La prossima campagna elettorale sarà comunque, certamente, focalizzata anche sull'antimafia. In un paese come Corsico non potrebbe essere altrimenti. La mafia c'è, rappresenta un problema, e il fatto che le giunte che in questi vent'anni si sono susseguite l'abbiano "arginata" tenendola fuori dal Palazzo (come certifica l'indagine prefettizia) è semmai una condizione necessaria dello svolgimento della vita democratica, più che un "vanto".

Anche perché se, da un lato, i corsichesi onesti tirano un sospiro di sollievo nell'apprendere che la mafia non si è infiltrata nelle stanze comunali, dall'altro non ci si dimentica della seduta di consiglio comunale del 20 ottobre 2016, in piena "crisi" dello stocco di Mammola, quando due esponenti di opposizione (Maria Ferrucci e Roberto Masiero) vennero ripetutamente interrotti da qualcuno che, in mezzo al pubblico, non voleva sentir pronunciare il termine 'ndrangheta a tale punto da far anche il gesto del taglio della gola.

Bene quindi che non vi siano state infiltrazioni delle mafie nell'amministrazione di Corsico, almeno in questi ultimi vent'anni. Ma non abbastanza per non parlar più di mafia nell'area milanese.

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