Crisi dello stretto di Kerch, manifestazione ucraina a Milano

Il sit-in della comunità ucraina in piazza Castello con le foto dei marinai arrestati: c'era anche la madre di uno di loro

(Foto Moreno Firmo, Fb)

Un centinaio di persone ha manifestato sabato pomeriggio in piazza Castello a Milano contro l'arresto di 24 marinai ucraini e il sequestro di 3 navi da parte della Russia avvenuti il 25 novembre nello stretto di Kerch, il passaggio marittimo che porta dal Mar Nero al Mar d'Azov, episodio che ha rinfocolato la crisi tra i due Paesi, sorta nel 2014 dopo la rivolta di Maidan a Kyiv, l'occupazione della Crimea da parte di Mosca e l'azione militare dei separatisti in Donbass sostenuti direttamente dal Cremlino.

I manifestanti, per lo più appartenenti alla comunità ucraina in Lombardia, hanno mostrato le fotografie dei 24 connazionali in stato d'arresto. Una delle fotografie era tra le mani della madre del marinaio, che vive in Italia e non ha più notizie del figlio. Poi i partecipanti al presidio hanno lasciato "navigare" una barchetta di carta nella fontana di piazza Castello. Le autorità russe hanno reso noto, nei giorni scorsi, che i 3 capitani delle navi sono in carcere a Mosca, mentre i 21 marinai si trovano in carcere in Crimea.

Lo stretto di Kerch divide la Crimea dalla regione russa di Krasnodar. Le acque di Kerch e del Mar d'Azov, secondo un accordo firmato dai due Paesi nel 2003, sono considerate libere per le navi di entrambi i Paesi. Ma da quando la Russia occupa la Crimea, e soprattutto da quando ha costruito un ponte per connettere Kerch con Taman, si sono intensificati i controlli sui vessilli ucraini in transito, a causa dei quali perde decine di milioni di euro all'anno di mancati introiti mercantili: soprattutto gli spedizionieri internazionali sono scoraggiati e tendono ad utilizzare di meno il porto ucraino di Mariupol, sulla costa settentrionale del Mar d'Azov.

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La crisi di Kerch ha avuto ripercussioni immediate a livello internazionale: il sequestro e l'arresto sono stati condannati da diversi Paesi e dall'Unione Europea, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha disdetto l'incontro bilaterale con il suo omologo russo Vladimir Putin che si sarebbe dovuto tenere a Buenos Aires durante il G20 dal 30 novembre all'1 dicembre. Diversi esponenti politici europei hanno manifestato forte preoccupazione per la stabilità stessa dell'Europa messa in discussione da azioni "muscolari" di Putin come quella di Kerch. Non ultima la decisione, il 28 novembre, di dislocare in Crimea alcuni missili contraerei S-400. 

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