Via Padova, firmate le ordinanze: coprifuoco dal 25 marzo

Il sindaco Moratti, ieri, ha firmato le ordinanze che impongono un giro di vite sulla sicurezza in via Padova. Chiusura anticipata dei locali e multe per i trasgressori

“Con queste due ordinanze non pensiamo di rivoluzionare il sistema - ha osservato Letizia Moratti - che sarà possibile solo con una riforma delle leggi sulla pubblica sicurezza”. Fatto sta che le ordinanze firmate ieri dal sindaco di Milano, un passo avanti sul tema sicurezza lo fanno eccome. Già nei giorni scorsi si vociferava sul possibile “coprifuoco” nella zona, dopo la guerra fra bande dello scorso febbraio, costata la vita ad un giovane egiziano di 19 anni.

Dal 25 marzo prossimo, infatti, chiusura anticipata per gli esercizi commerciali di via Padova. Palazzo Marino assicura di aver concordato i nuovi orari con le associazioni di categoria. Bar e ristoranti dovranno abbassare la saracinesca a mezzanotte (finora sono rimasti aperti fino alle due) come pure gelatai, take away e rivendite di kebab che oggi possono chiudere i battenti all'una, mentre le discoteche dovranno anticipare la serrata dalle 5 alle 3. Stretta drastica anche per centri massaggi e phone center che dall'attuale libertà negli orari avranno chiusura obbligata rispettivamente alle 20 e alle 22. I distributori ambulanti di viveri, invece, non potranno più sostare in via Padova. Ai trasgressori, ammende da un minimo di 67 euro a un massimo di 3.333 euro, come previsto dalle disposizioni regionali.

Giro di vite anche per gli affitti: sempre dal 25 marzo prossimo, i proprietari che locano un appartamento nella zona e i loro occupanti avranno un mese di tempo per depositare al comando dei vigili una certificazione rispettivamente su chi sia il titolare del contratto di locazione o di comodato e su chi e quante siano le persone con cui si condivide l'appartamento. Sanzioni da 450 euro per i trasgressori. “Il controllo degli affitti - ha spiegato Letizia Moratti - servirà a prevenire il sovraffollamento degli alloggi, spesso dati in nero, a clandestini”.

Il partito democratico milanese ha bocciato però senza appello le nuove ordinanze, tacciandole come provvedimenti "utili solo per far cassa". "Non è imponendo un finto coprifuoco che si dà sicurezza ai cittadini di Via Padova", ha affermato il consigliere comunale del Pd Andrea Fanzago a proposito dei nuovi orari per i locali del quartiere. "I bar e i negozi aperti - ha aggiunto Fanzago - sono presidi di vivibilità e socialità; sono invece da tenere fissi i presidi di polizia e intensificare i controlli prima di tutto dei centri massaggi, sulle attività svolte a prescindere dall'ora in cui chiudono".

A lui risponde il vicesindaco Riccardo De Corato, che ha ricordato come, nel solo 2009, ci siano state a Milano 124 nuove aperture di locali benessere e il 10% degli oltre 300 esercizi di questo genere si concentrino tra via Padova e viale Monza. “La disciplina per i centri massaggi - ha spiegato De Corato - è molto importante, visto che questi esercizi non necessitano delle abilitazioni professionali previste per l'attività di estetica e attualmente non sono vincolati ad alcun orario. L'ordinanza interesserà 9 centri benessere: di questi ben 7 sono intestati a stranieri”.

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