Nessun patrocinio della Regione Lombardia al Milano Pride 2018

Si conferma la scelta dello scorso anno, anche se nei primi anni della giunta Maroni venne dato

Un Pride degli anni passati

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia non ha approvato nelle scorse ore la concessione del patrocinio gratuito alla manifestazione Milano Pride 2018, in programma per il 30 giugno prossimo, per i diritti delle coppie omosessuali. Era accaduto così anche nel 2017: fu Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) a far cadere l'istanza, che invece, nei primi anni a trazione leghista di Roberto Maroni, venne data. 

Il patrocinio quest'anno è stato bocciato con tre voti contro (Forza Italia e Lega) e due a favore (Partito Democratico e M5S). "Siamo una Regione laica in uno Stato laico. Trovo l'esito del voto un errore della maggioranza che governa la Lombardia" protesta il vice presidente dell'assemblea lombarda, Carlo Borghetti (Pd), che ha votato a favore. Secondo Borghetti "un percorso di tolleranza e apertura, in sintonia con i valori della nostra Costituzione, non dovrebbe essere impedito per motivi puramente ideologici e di parte". 

Dello stesso tenore il commento di Fabio Pizzul, capogruppo Pd: "Credo si tratti di un grave errore della maggioranza, generato solo da motivi ideologici e di parte. Sarebbe stato doveroso per la Regione riconoscere il valore di una manifestazione che promuove la tolleranza. Riconoscere i diritti e sostenere chi li difende incrementa il capitale sociale e non danneggia nessuno. Un'istituzione come il Consiglio regionale non può continuare a dividere e deve rappresentare tutti".

Ma l'intento della giunta guidata da Attilio Fontana era molto chiaro. Lo stesso Fontana, qualche mese fa, aveva espresso a chiare lettere l'indirizzo: "Non daremo il patrocinio al Pride, è una manifestazione divisiva e per questo non va sostenuta", disse.

Poi aveva affermato: "Io sono eterosessuale, ma non è che faccio una manifestazione per accreditare la mia eterosessualità. Le scelte in questo campo devono rimanere personali, sbandierarle è sbagliato”. E ancora: "Il Gay Pride è una manifestazione divisiva e quando le manifestazioni sono divisive non sono mai da sostenere".

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