Podestà su Montecity: “La Provincia ha fatto il suo lavoro”

"Gli uffici provinciali in merito alle bonifiche dell'area Santa Giulia hanno fatto quello che era di loro competenza". Così il presidente di Palazzo Isimbardi ai giornalisti

Riflettori accesi su Santa Giulia dopo il sequestro dell'area da parte degli inquirenti per inquinamento ambientale. Ieri Gaetano Pecorella, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, aveva espresso la propria opinione, ribadendo che a mancare erano stati soprattutto "i controlli amministrativi".

Oggi il titolare di Palazzo Isimbardi, Guido Podestà, ha voluto precisare che gli uffici della Provincia sulle bonifiche di Santa Giulia "hanno fatto quello che era di loro competenza". Podestà, fermatosi con i giornalisti prima di incontrare i dipendenti dell'Ente in occasione del suo primo anno di lavoro, ha fatto intendere che l'inchiesta giudiziaria riguarda un periodo "lontano nel tempo", tornato alla luce nel "2007, 2008 e inizio 2009" cioé durante la Giunta di centrosinistra di Filippo Penati e degli esecutivi provinciali precedenti.

"Io non voglio mettere sotto accusa nessuno - ha premesso - ma ricordiamoci che certe verifiche competono all'Arpa". "Non essendoci stato in quel periodo mi rifaccio a quello che mi dicono i miei uffici - ha aggiunto Podestà - e ci sembra che gli uffici della Provincia abbiano fatto tutto quello che era di loro competenza".


L'Ansa riferisce che dalla direzione Risorse Ambientali della Provincia hanno fornito la seguente spiegazione: nella zona di Santa Giulia un'area ha ricevuto il certificato di bonifica, una seconda area non è stata ancora certificata perché prima di avere l'atto ufficiale bisogna aspettare cinque anni dalla fine delle operazioni, mentre per una terza area "forzando la normativa" enti e istituzioni nel maggio del 2004 hanno trovato un accordo per la richiesta di autorizzazione agli scavi senza richiesta di bonifica, mentre un'ulteriore piccola parte non ha certificato perché le procedure sono precedenti al 1999 e quindi non c'era l'obbligo.

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