Moschee e luoghi di culto, la Regione contro Palazzo Marino: "Non rispettate la legge"

L'assessore regionale al territorio Foroni (Lega) contro il piano di attrezzature religiose del Comune di Milano

Repertorio

Strada in salita per i nuovi luoghi di culto (tra cui alcune moschee) a Milano. La Regione Lombardia ha infatti bocciato il capitolo sulle "attrezzature religiose" del nuovo Pgt (Piano di governo del territorio) varato da Palazzo Marino. Pietro Foroni, assessore al territorio in quota Lega, ha spiegato che gli uffici regionali hanno rilevato numerose criticità.

L'esponente del Carroccio ha tenuto a precisare che si tratta di pareri tecnici e non politici, anche se è nota la distanza (politica e ideologica) sul tema tra le due istituzioni. La maggioranza di centrodestra in Regione, in particolare, aveva varato (con la giunta di Roberto Maroni) una normativa rigidissima sui nuovi luoghi di culto, costringendo i Comuni ad elaborare un "piano" di "attrezzature religiose" da allegare al Pgt e ponendo vincoli molto stringenti.

Video | Sala: «A Milano dev'esserci una Moschea»

La prima criticità segnalata da Foroni riguarda i luoghi di culto già esistenti, dieci in tutto. Mancano, secondo l'assessore, in alcuni casi i titoli di destinazione che dimostrano che si tratta di situazioni non illegali. Riguardo poi ai nuovi luoghi di cuto mancano, sempre a detta di Foroni, le valutazioni di impatto ambientale e territoriale. Terza criticità, la previsione di una distanza minima di 100 metri tra un luogo di culto e un altro luogo giudicato "sensibile". Per Foroni è troppo poco.

La questione della distanza minima da altri luoghi sensibili aveva generato un dibattito acceso in consiglio comunale: la minoranza di centrodestra avrebbe preferito che fosse la Regione a indicarne l'entità. Ma alla fine era passata la posizione del centrosinistra di fissarla in 100 metri nel piano di attrezzature. E ora la Regione ha "stoppato" (tra gli altri) anche questo punto.

Il piano di Sala: dove potrebbero essere le moschee

In seguito alle richieste delle associazioni e realtà religiose milanesi, la giunta milanese ha identificato 9 immobili specifici a cui se ne aggiungono 6 da individuare all'interno di specifici quartieri di nuovo sviluppo e altri 2 da mettere a bando (erano 3, ma un'area è stata stralciata).

Quanto agli immobili specifici, tre andranno ai cristiano-evangelici: via Magreglio (Chiesa Cristiana Evangelica Assemblea di Dio Alleanza e Vita), via Bacchiglione (Chiesa Cristiana Evangelica Punto Lode di Milano) e via Carriera Rosalba (Chiesa Cristiana Evangelica 'Internazionale "Ministero Sabaoth"). Altri due verranno destinati ai cristiani copto-ortodossi (via Gaggia e via Lago di Nemi). Quattro, infine, alle comunità islamiche: via Padova/Cascina Gobba (Associazione Al-Waqf Al-Islami in Italia), via Maderna (Comunità Culturale Islamica Milli Gorus), Via Gonin (Associazione Culturale no profit Der El Hadith) e Via Quaranta (Comunità Islamica Fajr).

Quanto ai sei immobili da individuare, sono stati richiesti dalla Chiesa Cattolica e riguardano Montecity Rogoredo, scalo Romana, scalo Farini, Fiera Milano City, Cascina Merlata ed Expo. Infine, le due aree da mettere a bando saranno via Esterle e via Marignano, mentre via Novara è stata stralciata.

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