"Che fine farà l'area ex- Falck di Sesto San Giovanni?"

Intervento del responsabile nazionale del dipartimento ambiente del Movimento Patria Nostra, Romualdo Romualdi, riguardo l'ex-area Falck di Sesto San Giovanni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

La questione Ambientale nel territorio di Sesto San Giovanni si concentra sul destino che spetta alla zona ex Faclk, una delle grandi aree dismesse da redestinare  a nuovo uso nell’area Milanese (ex Alfa Romeo di Arese-Lainate-Garbagnate-Rho, ex Fiera di Milano, aree EXPO 2015, ecc.)   che oggi suscitano tante discussioni, perplessità e spesso indagini della magistratura a causa del comportamento delle pubbliche amministrazioni coinvolte. Ma la più grande area dismessa d’Europa è “vittima” della voglia di protagonismo e del mettersi in mostra da parte del sindaco Oldrini e della giunta Comunale,  perché a nome dei cittadini di Sesto (senza chiederne come la pensano) hanno avanzato la candidatura alla Regione Lombardia, cioè a Formigoni, per costruire la “città della salute”( cioè si tratterebbe di ospitare l’Istituto Nazionale Tumori e L’Istituto Neurologico Besta) in contrapposizione dell’area Ospedaliera del Sacco di Milano. Nel caso in cui la proposta di Sesto venisse accolta, entro fine mese dovrebbero iniziare le opere di bonifica dell’area interessata.

Ma nel caso la candidatura venisse respinta da Formigoni, l’ex Falck sarà destinata alla costruzione di un nuovo ed ENNESIMO centro commerciale. Già l’ennesimo.. poi con questa crisi economica che sta “soffocando” i consumi, disoccupazione che sta toccando i record ogni giorno che passa, chi si fiderebbe ad investire su un progetto che è destinato al totale fallimento? Poi prendere in giro chi lavora a causa di questi contratti di tre mesi con il forse sul rinnovo. Ed anche costruendo questa mastodontica città della salute non porta a niente, solo a creare caos, traffico e problemi di parcheggi (già vedo i Vigili col taccuino a fare multe!), problemi alla popolazione di Sesto e inquinamento. Ma per l’uno o l’atro progetto occorerebbe un’opera di bonifica ed è su questo che si concentra il tutto: la Regione Lombardia sovvenzionerebbe l’opera dando dai 160 ai 200 milioni di euro al Comune di Sesto per attuarla.

Ma quello che manca alla città di Sesto non è un’Ospedale o un Centro Commerciale, ma un qualcosa che a Sesto sta scomparendo o addirittura manca: il VERDE! Quei milioni, che per la Regione e il Comune di Sesto sembrano noccioline, vengano si usati per la bonifica, ma per costruirci un Parco, un luogo di svago per tutti. Pensare che il progetto per la bonifica è nato già nel 2004, dopo la prima sentenza sull’esposizione di tre dipendenti ex-Falck  all’amianto (la dottoressa Cella del tribunale di Monza ha emesso sentenza positiva per il riconoscimento dei benefici pensionistici dovuti alla lg. 257 / 92 nella causa intentata da 3 operai ex dipendenti della Falck di Sesto S.Giovanni contro l’INPS.

La sentenza riconosce gli operai come esposti ad amianto durante la loro attivita’ lavorativa e quindi la rivalutazione dei contributi pensionistici maturati nel periodo di esposizione andranno rivalutati per un coefficiente di 1,5 ( es: 10 anni di lavoro diventeranno 15 anni di contributi). Fino ad oggi non si è fatto più niente neanche di quei famosi 25 miliardi di vecchie lire che la Finanziaria del 1996 (addirittura!) aveva disposto! Solo quando c’è voglia di protagonismo, di accappararsi prestigio i diretti interessati si muovono, per i propri interessi! Senza pensare a chi ha lavorato a contatto con l’amianto che a impatto ambientale può, anzi è dannoso per gli abitanti di Sesto e dintorni, poiché gli eternit, che sono costituiti da amianto, a lungo andare lasciano polveri che vengono respirate causando malattie, tumori.  In conclusione dico e affermo che non bisogna bonificare solo per i propri interessi, per prestigio nell’avere un qualcosa che ti metta al centro dell’attenzione, ma destiniamo queste aree a un bene comune, che tutti ne godano, UOMO e Ambiente devono camminare a pari passo, verso un unico obiettivo cioè il bene comune, per i nostri figli. 

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