"Liberate Nasrin": gli avvocati di Milano in toga davanti al consolato dell'Iran

Flash mob per chiedere la liberazione della loro collega Nasrin Sotoudeh, condannata senza regolare processo a 33 anni e 148 frustate per avere difeso i diritti del suo popolo

Foto Simona Giannetti (Fb)

Si sono radunati in centinaia davanti al consolato iraniano a Milano, in via Monte Rosa, e poi hanno gettato via le loro toghe, mostrando un drappo bianco come simbolo della battaglia contro l'obbligo di velo per le donne. Gli avvocati di Milano hanno protestato così, con un flash mob, giovedì 18 aprile, per la condanna (senza regolare processo) della loro collega iraniana Nasrin Sotoudeh, a 33 anni e 148 frustate.

La manifestazione è stata organizzata e promossa dall'Ordine degli avvocati di Milano, dalla Camera penale di Milano (che l'ha iscritta come socia onoraria), dall'Unione nazionale avvocati amministrativisti, da Aslawomen e da Italia Stato di Diritto. Ha aderito Nessuno Tocchi Caino. Manifestazioni per la libertà di Nasrin Sotoudeh si svolgono in tutto il mondo.

Chi è Nasrin Sotoudeh e perché è stata condannata

Nasrin è stata condannata per la sua attività di avvocato in difesa dei diritti umani. Un'attività svolta ovviamente in modo pacifico dal punto di vista professionale. Contro di lei, sette capi di imputazione. Quattro erano legati alla sua opposizione all'obbligo del velo: incitamento a corruzione e prostituzione, atti peccaminosi (l'apparire in pubblico senza un hijab), irrompere l'ordine pubblico, disturbare l'opinione pubblica. 

In iran, nel 2018, si era levata una protesta contro l'obbligo del velo: il solo fatto che Nasrin, da avvocato, abbia incontrato persone a processo per quel motivo è valso come prova della sua "colpevolezza". Le altre tre accuse, infatti, riguardano le sue attività legali: formazione di un gruppo per interrompere la sicurezza nazionale, propaganda contro il sistema, collusione per commettere crimini contro la sicurezza nazionale. Di Nasrin dà anche fastidio, al regime, la sua opposizione alla pena di morte.

La precedente condanna nel 2016

A settembre 2016 Nasrin venne processata una prima volta, con due accuse (propaganda contro il sistema e collusione per commettere crimini contro la sicurezza nazionale); ma le fu vietato di entrare in Tribunale e fu condannata in sua assenza cambiando l'accusa (aiuto a nascondere spie con l'intento di danneggiare la sicurezza nazionale) con una pena di 5 anni di reclusione (due in più rispetto alla massima prevista per quell'accusa). 

Il regime non aveva gradito che, nel 2012, Nasrin Sotoudeh avesse ricevuto il premio Sakharov per la libertà di pensiero da parte del Parlamento Europeo: il giudice scrisse infatti che i 50 mila euro corrispondenti al premio (che peraltro lei non aveva mai potuto riscuotere) le fossero stati dati per sostenere le sue attività contro (ancora una volta) la sicurezza nazionale.

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