Il sindaco Beppe Sala fuori dal Palasharp: "Qui a Milano una moschea deve esserci". Video

Il sindaco guarda al futuro del Palasharp e poi bacchetta i suoi cittadini contrari alla moschea

Sala fuori dal Palasharp

Uno sguardo al futuro di una struttura ormai ridotta a un rudere. E uno al futuro "religioso" della sua città. Sabato mattina di lavoro per il sindaco Beppe Sala, che ha effettuato un sopralluogo al Palasharp, l'ex palazzetto simbolo della città in disuso da anni. 

"Questo è un luogo di musica e sport, ma oggi è un luogo di degrado purtroppo - ha detto il primo cittadino -. Milano e Lampugnano non lo meritano, ma noi non siamo fermi. Stiamo pulendo, sigilleremo le entrate in maniera che gli abituali frequentatori di ora, tossici e gente che cerca riparo per la notte, non potranno più entrare". 

"Stiamo avviando la ricerca per un partner privato che potrà gestire il Palasharp, abbiamo già interessi, un gruppo e forse due - ha annunciato Sala -. Poi faremo il bando e assegneremo il Palasharp a un nuovo gestore. Da lì partiranno i lavori per farlo ritornare alla sua vecchia e gloriosa storia". 

La moschea a Milano 

Lo stesso sindaco, poi, ha però riservato qualche "bacchettata" ai suoi concittadini. "Questo come equivoco è pensato come un luogo dove gli islamici pregano, ma non è così. C'è un tendone difronte e stiamo cercando di metterlo in sicurezza". 

"I milanese possono essere contrari alle moschee, certo, ma la Costituzione dice che tutti i cittadini hanno diritto di pregare - ha sottolineato Sala -. Quindi un luogo a Milano ci deve essere. Se non saranno qui saranno da un'altra parte". 

"Siamo pieni di leoni da tastiera che criticano e se ne stanno seduti davanti al computer - ha concluso il sindaco -, ma noi siamo qua e non molliamo. Recupereremo questo spazio per Milano e per questo quartiere". 

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