Rischio idrogeologico, per la Lombardia servono altri 500 milioni di euro

Foroni (assessore protezione civile): "La Lombardia ha retto le piogge eccezionali di questi giorni, ma tanto è ancora da fare"

Alberi crollati a Milano

 "Con il presidente Fontana stiamo monitorando, minuto per minuto, la situazione straordinaria di maltempo che da tre giorni sta colpendo tutta la Lombardia. In questi giorni, abbiamo registrato fenomeni che hanno portato quantitativi di pioggia a dir poco eccezionali. Fortunatamente, nonostante le varie, e in certi casi rilevanti, criticità che sono state riscontrate in diverse province della Regione, non abbiamo registrato nessuna vittima e alcun ferito. Siamo comunque vicini ai cittadini colpiti dall'emergenza". Lo ha spiegato l'assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni comunicando che la Sala operativa della Protezione civile ha revocato il codice rosso per rischio idraulico e idrogeologico trasformandolo in arancione.

"Il sistema lombardo - ha continuato Foroni - sta reggendo. Tutto questo è stato possibile grazie alla preparazione a 360 gradi della nostra Protezione civile che ringrazio per essersi attivata, ancora una volta, immediatamente e a tutte le opere che abbiamo messo in campo per la prevenzione e contro il rischio idrogeologico. Difatti numerose sono le criticità mantenute sotto controllo e che non sono sfociate in situazioni di vera e propria emergenza a fronte dell'eccezionalità dei fenomeni meteo che si sono verificati".

Le precipitazioni cumulate, dalla sera del 26 a quella del 29 ottobre, hanno infatti superato i 500 mm di pioggia nella Provincia di Bergamo, e si sono attestate tra i 300 e i 400 mm nelle Province di Varese, Como, Lecco, Brescia e Sondrio, con precipitazioni di carattere nevoso a quote variabili in funzione delle repentine variazioni di temperatura. Le precipitazioni sono state inoltre accompagnate da forte vento in tutta la Regione, con locali fenomeni di particolare intensità.

"In particolare, voglio ricordare come tre fiumi come Chiese, Lambro e Seveso - ha spiegato Foroni - non siano esondati anche grazie alle opere di regolazione e laminazione già realizzate lungo il loro corso. Per il Lambro è infatti entrata in funzione l'area di laminazione della diga delle Fornaci a Inverigo, recentemente inaugurata, e altrettanto efficace si è dimostrata la chiusura del Cavo Diotti e le opere recentemente realizzate nel tratto urbano di Milano, evitando così l'ennesima inondazione del quartiere Ponte Lambro. Per quanto riguarda il Seveso, l'azione dello Scolmatore di Nord Ovest, recentemente potenziato tra Palazzolo e Senago, è stata sufficiente a mantenere il fiume entro i livelli di guardia".

Colonna mobile verso il Veneto

"Abbiamo avuto anche modo - ha aggiunto Foroni - di pensare a chi ha avuto situazioni più gravi, dando il via libera alla colonna mobile per portare soccorsi a chi negli altri territori ha avuto danni ben peggiori dei nostri. Cinquantadue uomini della colonna mobile sono infatti partiti per andare in soccorso delle popolazioni venete, in particolare nella provincia di Belluno, rispondendo prontamente alle richieste di emergenza giunte. La Lombardia è vicino alle popolazioni colpite". 

Sono stati mobilitati 12 volontari di A2A (con 4 mezzi, 3 elettropompe, 4 generatori e 2 torri faro), 16 dell'Associazione nazionale alpini (con 2 moduli Scam, un automezzo con carrello, minipale ed escavatori, un sollevatore telescopico e un modulo AIB) e 21 del Parco del Ticino (con 14 automezzi, due moduli idrogeologici, un bilico con 4 mezzi, due moduli AIB, un pickup e altro), ai quali si sono aggiunti 3 Radioamatori (ARI-FIR) con 20 radio e una motopompa. Inoltre ieri, d'intesa con Regione Veneto e Provincia di Trento, è stata disposta l'apertura della galleria bypass dell'Adige che convoglia parte dell'onda di piena nel Garda, per prevenire esondazioni nella città di Verona.

500 milioni per i nuovi interventi in Lombardia

"La Lombardia ha quindi fatto tantissimo per la prevenzione del rischio idrogeologico, ma tanto resta ancora da fare, sia per la realizzazione di altre nuove opere, sia per la manutenzione ordinaria dell'esistente per la quale abbiamo ad oggi richieste per interventi che superano i 500 milioni di euro - ha concluso Foroni - Invito quindi il Governo e il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, a dare seguito al patto siglato con le Regioni nell'ambito di 'Italia Sicura' e a sbloccare quanto prima i 148 milioni di euro che ci spettano nei prossimi 15 anni, per poter proseguire su questa strada".

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