Il prete accoglie 9 profughi, il sindaco leghista "minaccia" controlli in parrocchia

Succede a Saronno (40 mila abitanti): il primo cittadino ha promesso controlli nei locali parrocchiali in cui verranno ospitati i 9 richiedenti asilo

Migranti (Repertorio)

A Saronno (39 mila abitanti) arriveranno nove richiedenti asilo, ospitati da un parroco direttamente in canonica. E il sindaco promette controlli. L'iniziativa di monsignor Armando Cattaneo, che ha messo a disposizione la casa parrocchiale in comodato d'uso alla cooperativa "Intrecci" della Caritas Ambrosiana su invito del cardinale Angelo Scola, ha scatenato un putiferio in città. 

Novello Peppone, il sindaco Alessandro Fagioli (che però non è comunista come il personaggio di Guareschi, ma della Lega Nord) si è scagliato contro il parroco dolendosi tra l'altro del fatto di essere venuto a conoscenza «di certe notizie» dalla stampa. «In caso di eventi importanti come questo, nessuno ha ritenuto oppotuno avvisarmi», si è lamentato il primo cittadino, ricordando che «più volte, in passato, dalle stesse persone mi è stata chiesta collaborazione su temi e situazioni diverse».

Insomma, nove persone in arrivo a Saronno richiedono quantomeno una telefonata al sindaco. O almeno questo è ciò che Fagioli avrebbe desiderato. Cortesia istituzionale, non certo il permesso: ché questo, invece, non è sicuramente necessario. Il sindaco leghista ha invitato poi ad aiutare a risolvere questi problemi «con il buon vecchio metodo della missione» anziché «portando queste situazioni a Saronno».

Il monsignore aveva già provato ad accogliere richiedenti asilo nel 2016, in un'ex scuola. Ma alcuni permessi amministrativi mancavano e fu facile per il sindaco bloccare sul nascere l'iniziativa. Fagioli può finora "vantarsi" di non avere accolto un solo profugo o richiedente asilo a Saronno: d'ora in poi, anche se non dipende da lui, non potrà più farlo. «La gente è, nella stragrande maggioranza, contraria» e nove persone su 39 mila rappresenterebbero un problema in quanto quasi tutti «non sono profughi ma migranti economici», ha spiegato il primo cittadino. 

E il parroco? Certamente si aspettava questa reazione. Ed ha preparato i numeri. Come il fatto che i migranti vengono «aiutati anche a casa loro», citando la raccolta di 17 mila euro per i bambini di Aleppo audiolesi dalle bombe. E non ci sta a passare per colui che aiuta "solo" gli stranieri: «Destiniamo - ha dichiarato - circa 40 mila euro all'anno di offerte ai saronnesi che non riescono a pagare affitti e bollette».

Tregua? Sì, ma solo fino ad un certo punto. Perché Fagioli ha promesso controlli nella casa parrocchiaele. 

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