Protesta incendi Brasile, il console a Milano: "Stiamo facendo molto, c'è tanta disinformazione"

La risposta dell'ambasciatore brasiliano a Milano ai giovani che lo scorso venerdì hanno manifestato

La protesta

Dopo la manifestazione  #Fridaysforfuture dello scorso venerdì a Milano, l'ambasciatore Eduardo dos Santos, console generale del Brasile a Milano, rimarca in una nota tutto ciò che sta facendo il governo brasiliano per la lotta agli incendi.

"Vista l'attenzione che la questione dell’Amazzonia ha richiamato in Brasile e nel mondo, per gli incendi nella foresta amazzonica, il Presidente Jair Bolsonaro ha fatto un discorso alla nazione, il 23 agosto, per informare quali iniziative il Governo sta adoperando per porre fine alla criminalità ambientale , agli incendi e alla deforestazione dell’Amazzonia. Il Governo centrale brasiliano ha fornito ai governi statali, interessati dal problema, l'aiuto dell’Esercito e dell’apparato militare, non solo per frenare le attività illegali, ma anche per arginare la diffusione di incendi nella stessa regione. Il Presidente ha ribadito che il suo Governo adotterà “tolleranza zero nei confronti delle attività criminali e non sarà diverso nell'area ambientale”", spiega.

"La Foresta Amazzonica è una parte essenziale della nostra storia, del nostro territorio e di tutto ciò che ci fa sentire brasiliani. Come sottolineato dallo stesso Presidente Bolsonaro, la protezione della foresta è quindi un nostro dovere. In questo periodo dell'anno, in cui in Brasile, le temperature sono alte e l’aria è secca, i forti venti, purtroppo, fanno si che si verifichino incendi in Amazzonia. Durante il 2019, gli incendi si sono sviluppati i più spesso, sebbene la media degli incendi, di quest'anno, sia coerente con quella degli ultimi quindici anni, come ha dimostrato uno studio della NASA - continua -. Il Presidente Bolsonaro, dando voce a tutti i brasiliani, ha dichiarato di non essere affatto soddisfatto di ciò che stiamo assistendo e ha garantito che agirà pesantemente per controllare gli incendi in Amazzonia. È necessario ricordare che nella regione dell’Amazzonia brasiliana vivono circa 20 milioni di persone, in un'area di 5 milioni di km², la metà dell'Europa. Questa popolazione si aspetta dinamismo economico, commisurato alle ricchezze presenti sul territorio. Per proteggere l'Amazzonia non sono sufficienti, operazioni di sorveglianza, di comando e di controllo, è necessario offrire a queste popolazioni le opportunità di sviluppo in armonia con il resto del Brasile, senza trascurare la protezione dell'ambiente, a cui il Governo brasiliano è fermamente impegnato. Negli ultimi decenni, il Brasile ha maturato la capacità di conciliare produzione agricola e allevamento con la preservazione ambientale".

"Nel 2012 - conclude -, è stata approvata la legge “Código Florestal Brasileiro”, che impone alle proprietà rurali, presenti in Amazzonia, di preservare l’80% della vegetazione nativa. Il Brasile è l’unico paese al mondo che impone la preservazione dell’ ambientale alle proprietà rurali. La matrice energetica brasiliana è pulita e rinnovabile e attraverso la stessa stiamo apportando un importante contributo alla conservazione dell'ambiente sul Pianeta. D'altro canto, diversi paesi sviluppati non sono ancora stati in grado progredire nei propri impegni ai sensi dell'accordo di Parigi. Diffondere dati e messaggi infondati sia in Brasile che fuori dal Brasile non aiuta a risolvere il problema e si presta solo all'uso politico e alla disinformazione. Alcuni paesi stanno pensando a sanzioni contro le esportazioni brasiliane, usando questi fuochi come pretesto per il loro protezionismo. Gli incendi boschivi si verificano in tutto il mondo, e non dovrebbero essere pretesto di sanzioni internazionali. Il Brasile à pronto per andare avanti sovranamente, in consonanza con gli strumenti internazionali di cui facciamo parte e la nostra stessa politica ambientale, nell’implementazione di azioni concrete di lotta alla deforestazione e al degrado, specialmente in Amazzonia".

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