Contro la commemorazione di Ramelli: "Basta coi cortei nazifascisti"

"La morte dello studente è solo un pretesto"

La targa dedicata a Ramelli

Il prossimo 29 aprile i movimenti di destra cittadini si riuniranno per le commemorazioni dell'avversario della morte di Sergio Ramelli, uno studente di Fronte della Gioventù ucciso da alcuni militanti di Avanguardia Operaia nel 1975 a Milano. Ramelli fu aggredito con delle chiavi inglesi; morì qualche settimana più tardi per le gravi ferite riportate alla testa. 

Ogni anno la commemorazione porta con sè uno strascico di lunghe polemiche. E anche il 2015 non è da meno. I giovani dei centri sociali e antagonisti, infatti, organizzeranno un presidio in piazza Susa contro i "rigurgiti neofascisti". 

"I gruppi dell’estrema - si legge in una nota inviata dagli esponenti di sinistra - destra radicale sono attivi nella propaganda contro gli immigrati e contro gli omossessuali, nella proposta di un clericalismo bigotto e reazionario, nella riproposizione dell’antisemitismo e dell’ideologia nazifascista, con la sistematica negazione degli orrori che questa ha provocato in tutta l’Europa. Sono sempre più frequenti i concerti di band che inneggiano ai gerarchi fascisti e nazisti, i convegni che tendono a rivalutare le tematiche sociali del Terzo Reich e della Repubblica di Salò, le presentazioni di libri negazionisti dell’Olocausto".

"Purtroppo anche all’interno di alcuni partiti e associazioni che si riconoscono nei valori dell’antifascismo spesso si cede a un formalismo “democratico”, figlio del pensiero che tutti hanno diritto a manifestare", prosegue lo scritto.

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"Ma a chi sostiene l’ideologia della sopraffazione, della violenza e della supremazia razziale non deve essere garantito alcun diritto di parola. Affermare questo concetto è anche un contributo a tenere vivo tutto l’anno l’impegno che ognuno di noi prende nella Giornata della Memoria appena celebrata. Per tutti questi motivi gli antifascisti milanesi chiedono il divieto assoluto di tutte le manifestazioni neofasciste del prossimo 29 aprile. In quella data, con il pretesto di ricordare un giovane ucciso, da anni i gruppi neofascisti organizzano una parata con modalità e simboli che riconducono al fascismo e al nazismo. A nulla sono valse le diffide e le denunce, gli organizzatori non hanno mai subito conseguenze", concludono gli antagonisti.

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