Le modifiche al regolamento in zona 3

Ecco in dettaglio le due modifiche proposte dalla maggioranza in zona 3 che hanno fatto scatenare la polemica con le opposizioni

Vincenzo Viola, vicecapogruppo del Pdl in zona 3, non ci sta a passare per un ostruzionista. Certo, il metodo è quello. Ma ci tiene a difendere la sua posizione, secondo cui il presidente del consiglio di zona Renato Sacristani starebbe effettivamente mettendo un "bavaglio" alle opposizioni. "Avevamo raggiunto un risultato condiviso con il nuovo regolamento - dichiara Viola - ma ora queste ulteriori modifiche non ci trovano concordi".

Intanto nella seduta del 23 marzo è stata approvata la prima modifica, mentre la seconda verrà discussa nella prossima seduta. Vediamole in dettaglio.

La prima modifica rigurada le espulsioni dei consiglieri (art. 10 c. 4 del regolamento di zona). L'attuale regolamento prevede la possibilità di interdire un consigliere fino a tre sedute su proposta del presidente e con votazione segreta dei due terzi dei votanti. L'interdizione fa seguito a una espulsione comminata nella seduta precedente. Con la modifica proposta, sarà più semplice e immediato interdire i consiglieri: innanzitutto si potrà fare nella stessa seduta, inoltre la maggioranza richiesta sarà quella semplice.

Non solo: mentre col testo in vigore l'espulsione (e l'eventuale interdizione) è originabile da un comportamento scorretto di un consigliere nei confronti di altri (ad esempio l'interruzione durante il dibattito), nel nuovo testo si prevede anche, per evitare l'ammonizione e la successiva eventuale espulsione, l'utilizzo di un abito non dignitoso e l'obbligo di rimanere al proprio posto.

La seconda modifica riguarda l'istituto delle mozioni urgenti. E' in corso una polemica tra maggioranza e opposizioni: queste ultime vorrebbero continuare a poter presentare mozioni urgenti votando in seduta l'urgenza stessa, mentre la maggioranza vorrebbe uniformarsi alle altre zone e quindi prevedere una raccolta firme preventive, senza cui la mozione urgente non può essere presentata. Però la modifica proposta dalla maggioranza parla di "mozioni urgenti sottoscritte a maggioranza assoluta dei consiglieri", mentre il regolamento del decentramento (art. 8 c. 1) parla di "mozioni urgenti sottoscritte a maggioranza assoluta dei presenti".

La differenza è rilevante, come ammette anche Pierangelo Rovelli, capogruppo del Pd, a MilanoToday: "La mia opinione personale - ci dice - è che su questo specifico punto si possa arrivare a un emendamento per allinearci al regolamento generale, perché in effetti la maggioranza assoluta dei consiglieri, anche quelli non presenti, è difficile da ottenere con raccolta di firme al momento".

 

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