Corruzione, i 5 Stelle alla Lega: "Fratus si deve dimettere da sindaco di Legnano"

La protesta in Regione

Ancora polemiche per le dimissioni rientrate del sindaco di Legnano Giambattista Fratus, leghista, agli arresti domiciliari con l'accusa di turbata libertà d'asta e corruzione elettorale. Nell'aula del consiglio regionale, martedì 11 giugno, il gruppo del Movimento 5 Stelle ha protestato esponendo cartelli con scritto "Fratus dimettiti".

Il primo cittadino legnanese è stato arrestato il 16 maggio insieme all'assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini e al vice sindaco Maurizio Cozzi. L'accusa è quella di avere assegnato incarichi dirigenziali pubblici a soggetti graditi agli indagati. Tre i posti di comando sotto la lente d'ingrandimento: il dirigente per lo sviluppo organizzativo del comune di Legnano, il direttore generale della municipalizzata Amga Legnano Spa e un incarico professionale nella partecipata Euro.pa Service. I bandi, secondo il pm Nadia Calcaterra, sarebbero stati "cuciti" su misura per i candidati prescelti.

E in occasione delle elezioni del 2017 Fratus avrebbe "promesso" un incarico alla figlia di un candidato sindaco del primo turno, in cambio del suo appoggio al ballottaggio. Secondo l'inchiesta la promessa sarebbe stata mantenuta con un incarico a Aemme Linea Ambiente Srl.

In un primo tempo Fratus si è dimesso lasciando il comune a un commissario prefettizio, ma poi, con sorpresa, ha ritirato le sue dimissioni, sostenuto in questo apertamente dalla Lega secondo cui sarebbe assurdo lasciare il comune di Legnano in balìa dei lunghi tempi della giustizia.

M5S chiede di confermare le dimissioni

Non ci sta il Movimento 5 Stelle. "La Lega - ha commetato Gregorio Mammì, consigliere regionale - deve fare dimettere una volta per tutte Fratus, ai domiciliari nel maggio scorso per un’inchiesta per turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale. Fratus si è dimesso e poi ha ritirato le dimissioni. È inaccettabile ed è una vergogna, l’interesse dei cittadini e la legalità vengono prima degli interessi di partito".

I consiglieri della Lega hanno risposto intonando il coro "Raggi Raggi", riferendosi a Virginia Raggi, sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle.

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