Il sindaco Sala: "Senza immigrati una città come Milano si ferma"

"Essere una città aperta e internazionale significa anche accogliere chi scappa dal proprio Paese per fuggire alle guerre", ha detto

Beppe Sala

"Dobbiamo avere la consapevolezza che senza immigrati la città si ferma. Anche per questo, è necessario un piano nazionale, attraverso il quale attuare politiche sociali e di inclusione che consentano anche ai migranti di contribuire alla crescita della città che li ospita".

A dirlo è il Sindaco di Milano Beppe Sala, in un'intervista al mensile Domus, pubblicata nel numero di gennaio da domani in edicola.

"Essere una città aperta e internazionale significa anche accogliere chi scappa dal proprio Paese per fuggire alle guerre o decide di costruire qui un futuro migliore per sé e la propria famiglia. Questa capacità - sottolinea Sala - è uno degli elementi di forza di Milano, dove il 19 per cento della popolazione è di origine straniera, contro il nove per cento nazionale".

Le critiche al Dl sicurezza

Nelle scorse giornate non erano mancate polemiche con il vicepremier Matteo Salvini contro il decreto sicurezza. "Ministro Salvini, ci ascolti e riveda il decreto sicurezza, così non va!", scrive il sindaco su Facebook. "Da settimane - continua Sala - noi Sindaci avevamo richiesto, anche attraverso l’Anci, di ascoltar la nostra opinione su alcuni punti critici, per esempio ampliando i casi speciali e garantendo la stessa tutela della protezione internazionale ai nuclei familiari vulnerabili, anche attraverso lo Sprar, oggi escluso dal decreto sicurezza per i richiedenti asilo".

Sempre affidando le proprie parole alla pagina social il sindaco ha evidenziato anche come sia necessario "valutare l’impatto sociale ed economico del decreto per le nostre città, già in difficoltà a causa di una legge di bilancio che ci ha tolto risorse nella parte corrente: più persone saranno per strada senza vitto e alloggio, più saranno i casi di cui noi Sindaci dovremo prenderci cura".

Anche l'assessore al welfare Pierfrancesco Majorino all'inizio di dicembre aveva calcolato che per colpa della Legge Salvini a Milano ci sarebbero stati 900 senzatetto in più, tra cui anche donne, bambini e malati psichici. 

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