Milano: Salvini vuole riaprire il centro di espulsione di via Corelli

Il ministro dell'Interno ritiene che l'Italia abbia bisogno di più strutture per l'espulsione degli irregolari. Oggi l'ex Cie funziona come centro accoglienza per richiedenti asilo

Repertorio

Il Cie di via Corelli (centro d'identificazione ed espulsione) potrebbe essere presto riaperto. Lo ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. La formula sarebbe quella del centro permanente per il rimpatrio, Cpr. Attualmente la struttura (demaniale) è utilizzata come centro di accoglienza per richiedenti asilo.

In Italia ci sono oggi sei Cpr, per circa 880 posti: Bari, Brindisi, Caltanissetta, Palazzo San Gervasio, Roma e Torino. Salvini ha dichiarato di voler attivare nuovi Cpr per 400 posti entro l'anno, e ha anche indicato quali saranno: gli ex Cie di Gradisca d'Isonzo e Milano (via Corelli appunto), Modena e l'ex carcere di Macomer (Nuoro). 

Negli anni in cui la struttura di via Corelli è stata un Cie, non si sono contati episodi di tensione, rivolte e perfino episodi molto dubbi, come quello della transessuale picchiata da alcuni poliziotti, il cui caso è finito poi al Consiglio d'Europa.

Un plauso alle parole di Salvini è arrivato da Riccardo De Corato, assessore regionale alla polizia locale e sicurezza, secondo cui "Milano ha bisogno di espulsioni, ormai è invasa da clandestini, anche coloro che, dopo essersi visti rifiutare la richiesta d'asilo, sono comunque rimasti nel nostro territorio". Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, i 766 migranti ospiti del centro di via Corelli possono essere ricollocati altrove, "visto che il Comune ha ospitato in questi anni migliaia di migranti". 

De Corato sottolinea anche che è "una struttura già pronta" perché ha svolto la funzione di Cie in passato. Non solo: "E' accanto a Linate, da cui è possibile, con voli di sola andata, rimpatriare gli irregolari".

"Il Cie di via Corelli è inumano"

Di tutt'altro avviso Pierfrancesco Majorino del Pd, assessore comunale alle politiche sociali, che ha spiegato su Facebook i vari motivi per cui, secondo lui, è sbagliato trasformare via Corelli in un Cpr. "Attualmente, tra le due strutture di via Corelli e quella attaccata di via Aquila, sono ospiti 766 richiedenti asilo. Se non c’è più bisogno di accoglierli lì allora vanno smistati fuori dalla città di Milano (a meno che Salvini non pensi di aprire oltre al Cie un altro centro proprio da noi), visto che tanti Comuni se ne sono sbattuti e non si sono mai fatti carico della stessa accoglienza".

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E poi: "Se non c’è quindi più bisogno di un centro per richiedenti asilo allora quella struttura va restituita alla città per poter far sì che vengano ospitate lì persone senza casa. Ad esempio gli sfrattati che rischiano di finire per strada o i genitori separati. Persone anche italiane e italianissime in condizioni di povertà che vengono usate come carne da macello contro i migranti per poi essere dimenticate un attimo dopo da chi governa il Paese".

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