Accordo Scala-Arabia per un Conservatorio, Lega all'attacco. Sala: «Si mettano d'accordo»

Il sindaco polemizza con Fontana: «Il loro rappresentante ha votato a favore, forse qualcuno deve spiegargli come funzionano i cda»

La Scala

L'avvio della collaborazione tra l'Accademia della Scala e l'Arabia Saudita per realizzare un Conservatorio a Riyad, per insegnare ai bambini e alle bambine la danza e la musica, con un contributo del governo saudita di 7 milioni di euro, ha generato forti polemiche politiche nonostante il "sì" sia arrivato all'unanimità dal consiglio d'amministrazione, dove siedono rappresentanti delle diverse istituzioni (e, quindi, di diversi orientamenti ideologici).

E' ancora fresca la polemica sul possibile ingresso del principe Rabd (ministro della Cultura a Riyad) nel consiglio d'amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala in cambio di una donazione da 15 milioni di euro in tre anni. L'operazione è definitivamente saltata (e ai sauditi è stato restituito l'anticipo di 3,1 milioni), ma un'appendice dell'operazione, cioè la realizzazione del Conservatorio, era ancora sul tavolo. 

Il via libera al Conservatorio a Riyad ha scatenato le polemiche. Agguerriti i leghisti, possibilista il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e, mercoledì 27 marzo, l'intervento del sindaco Beppe Sala che suggerisce al presidente della Regione Attilio Fontana, senza mezzi termini, di «mettersi d'accordo con sé stessi», visto che la rappresentante della Regione nel cda dell'Acccademia, Paola Ghiringhelli, ha votato a favore.

Conservatorio in Arabia
Le barricate della Lega, l'apertura del ministro

Ad attaccare per primo è stato Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia ed esponente della Lega, che pur ammettendo che le due cose non sono in contrasto e che «la collaborazione culturale è positiva», ha affermato che «esportare le nostre eccellenze è un valore aggiunto dal punto di vista culturale ed economico, e allargare il piacere dalla musica è un dovere che abbiamo. Però bisogna capire le condizioni». Fontana avrebbe preferito rimandare la decisione, spiegando che «il cda della Scala aveva detto 'bocce ferme' e questo non è un ripartire da capo. Il cda dell'Accademia dovrà dare qualche spiegazione al cda della Scala».

Ben più duro Alessandro Morelli, parlamentare milanese della Lega, che parla di «nuovo atto della tragedia che vede degli irresponsabili alla guida del più importante teatro del mondo». «Dopo aver salvato la Scala da una vera e propria svendita, il sindaco Beppe Sala ha scaricato sull'Accademia la decisione di costruire un conservatorio a Riyad, mentre il cda della Scala aveva optato per chiudere definitivamente il capitolo. L'Accademia della Scala è già in Romania, Colombia, Brasile, Serbia, Cile, per esportare la nostra creatività in Paesi che hanno bisogno di sostegno. Va bene far aprire la cultura saudita nei confronti della nostra, ma proprio l'Arabia Saudita non è un Paese povero, quindi dovrebbe convenire in termini economici e nel nostro caso non è così».

Del tutto diverso il parere di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni Culturali ed esponente del Movimento 5 Stelle: «Rentra all’interno di una collaborazione culturale a mio avviso ancora più utile nel momento in cui andiamo a lavorare con un Paese che ha bisogno di essere aiutato ad aprirsi. Senza retorica, questo è un Paese dove solamente fino a qualche anno fa le donne non potevano uscire per strada da sole o comunque avevano delle limitazioni molto forti. Se noi cominciamo a insegnare a ballare, la musica, usiamo la cultura per permettere a questo Paese di fare qualche passo nella direzione di una maggiore apertura e anche di una maggiore possibilità e uguaglianza di genere tra uomini e donne, nel rispetto dei valori islamici, penso sia positivo».

Sala: «Si mettano d'accodo con sé stessi»

Infine il post su Facebook del sindaco, pubblicato mercoledì mattina. «Leggevo i commenti di Regione Lombardia - ha scritto Sala - alla decisione della Fondazione Accademia del Teatro alla Scala di avviare una collaborazione con l’Arabia Saudita, con lo scopo di fornire un supporto tecnico per la creazione di un Conservatorio a Riyad. Sentite qui. Fontana: "Il cda dell'Accademia dovrà spiegare". Daverio: "Sono basito". A questo punto servirebbero persone competenti che spieghino ai rappresentanti della Regione come funzionano i cda. Eh sì, perché la cosa straordinaria in questa faccenda è che il rappresentante della Regione in quel CdA (Paola Ghiringhelli) ha votato a favore dell’iniziativa».

Infine la 'stoccata': «Piccolo consiglio: parlate tra di voi, fateci capire come la vedete», scrive Sala: «Chiaro che essere 'di lotta e di governo' ha i suoi vantaggi, ma qui parliamo di una cosa talmente delicata per Milano che io non permetterò a nessuno di giocare a nascondino».

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