Soldi da Lombardia Film Commission alla Lega e poi a San Pietroburgo, indaga la Banca d'Italia

La vicenda in parallelo al Russiagate. Ecco di cosa si tratta

Matteo Salvink

Parallelamente al Russiagate che coinvolge Gianluca Savoini, faccendiere molto vicino a Matteo Salvini, per l'ormai noto incontro all'Hotel Metropol di Mosca con alcuni russi per trattare una compravendita di materie prime con plusvalenze da decine di milioni (si parla di 65 milioni di euro), emerge un po' in sordina un passaggio di denaro da Cormano a San Pietroburgo attraverso un elettricista di Bergamo, ex consigliere comunale leghista. 

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Se ne sta occupando l'ufficio informazioni finanziarie della Banca d'Italia, che (da quanto si apprende) ha consegnato un report a diverse procure tra cui quella di Milano. Al centro della vicenda Francesco Barachetti (non indagato), quarantenne della provincia di Bergamo titolare, insieme alla moglie Tatiana Andreeva, della Barachetti Service, che si occupa di elettricistica, idraulica e ristrutturazioni.

Diversi i giri di denaro dalla Lega al conto di Barachetti, anche attraverso i "commercialisti della Lega" a Bergamo, su cui la Banca d'Italia ha puntato l'attenzione: e ce n'è uno su cui si è concentrato il Partito Democratico in Regione Lombardia. Quello relativo ai 300 mila euro (in tre distinti bonifici) provenienti da Lombardia Film Commission e destinati al conto di Barachetti.

La vicenda è quella dell'acquisto della nuova sede della società regionale a Cormano. Un capannone da 800 mila euro, di cui 480 mila euro in favore di una società, la Eco Srl, che poi ne gira appunto 300 mila a Barachetti. Che, ad un certo punto, effettua un trasferimento di 3,1 milioni di rubli (quasi 44 mila euro al cambio di luglio 2019) ad un conto corrente presso Banca Sberbank di Mosca in favore di una società di ingegneria (OOO Sozidanier) di San Pietroburgo, per "acquisto proprietà".

Qualche giorno prima, Barachetti aveva acquistato valuta russa per 45 mila euro. Secondo i calcoli finali, la Lega avrebbe versato a Barachetti almeno un milione e mezzo di euro, e dal conto dell'elettricista bergamasco sarebbero usciti soldi sia verso San Pietroburgo sia verso la Lega stessa. 

Ma ai politici regionali interessa soprattutto che sia fatta chiarezza sulla vicenda di Cormano e della vendita di un capannone a Lombardia Film Commission, ente di promozione dell'industria cinematografica partecipato da Regione Lombardia.

«Non è chiaro l'acquisto del capannone al doppio del prezzo pagato dal venditore, per acquisirlo solo qualche mese prima. Non è chiaro il pagamento immediato dell'intera somma pattuita senza garanzia alcuna riguardo l'effettivo svolgimento dei lavori concordati. E ora anche lo strano percorso di una parte di quei soldi che, passando per un ex consigliere comunale leghista in stretto contatto con società riconducibili ai commercialisti della Lega, potrebbero essere arrivati fino in Russia», reagisce Paola Bocci, consigliera regionale del Pd.

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«Crediamo necessario - conclude Bocci - che il partito di Salvini, che ancora non ha spiegato dove siano finiti i famosi 49 milioni, debba anche chiarire perché l’acquisto, con soldi pubblici, della sede della Lombardia Film Commission abbia aspetti così oscuri e sia finito sotto la lente dell’ufficio anti riciclaggio di Banca d’Italia».

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