Spazio pubblico da assegnare: «Ma no ad associazioni contro aborto e unioni civili»

Tra i criteri del Municipio 3 anche la richiesta di non svolgere «attività di contrasto» alle leggi sui diritti civili. Ed è polemica

Lo spazio protagonista della polemica

Volete prendere in gestione un negozio di proprietà del Comune? Sì, ma a patto di non svolgere attività «di contrasto alla Legge 194, al testamento biologico e contro le unioni civili». La prescrizione è messa nero su bianco e si legge nelle linee guida per l'assegnazione di uno specifico spazio, l'ex Samarcanda, un negozio di viale Lombardia 65: lo stabile è di proprietà del Comune di Milano ed è quindi gestito da MM.

Le linee guida sono state però redatte dal Municipio 3 di Milano, con una maggioranza di centrosinistra, il cui presidente è Caterina Antola, esponente del Pd. Lo spazio è rivolto a soggetti che svolgano attività economiche e/o ricreative, a patto che abbiano rilevanza nel tessuto del quartiere. E che, appunto, non contrastino né la legge sull'aborto (la 194) né le più recenti disposizioni sulle unioni civili, anche per persone dello stesso sesso, e sul testamento biologico.

Spazio pubblico, «no a chi contesta la 194»

La prescrizione ha creato dibattito in Municipio con Nicola Natale (di Milano Popolare) che ha provato a far tornare sui suoi passi la maggioranza: «Tenere convegni sull'obiezione di coscienza (sull'aborto, n.d.r.), come si configura? Come una iniziativa di contrasto a una normativa o come espressione di un libero pensiero?». La notizia è arrivata a Palazzo Marino, con l'intervento di alcuni consiglieri comunali di centrodestra, come gli esponenti di Forza Italia Luigi Amicone e Fabrizio De Pasquale, che definiscono «illiberali, discriminatorie e contrarie alla legislazione italiana in materia di concessioni di beni pubblici» le norme redatte dalla giunta di centrosinistra del Municipio 3.

Ma l'assessore del Municipio 3 al demanio Massimo Scarinzi, del Pd, ha respinto l'accusa. «Se presenti progetti contro la Legge 194, le unioni civili e il fine vita non puoi avere uno spazio pubblico in concessione dove portare avanti queste battaglie. Se vuoi portare avanti progetti sulla pelle delle donne o delle coppie unite civilmente, non puoi farlo in uno spazio pubblico concesso dal Municipio 3. Queste polemiche sono prive di fondamento, considerato che le linee guida di assegnazione sono state validate dai dirigenti».

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