Addio al "centralino anti gender": lo sportello famiglia (costato 30mila euro) va in pensione

Il grillino Fiasconaro: "Come spendere male i soldi". Cappellini: "Sportello anche nel 2018"

Maroni era stato uno dei promotori

Era il 12 settembre 2016 e Cristina Cappellini - l'assessore alla cultura del Pirellone - diceva che "ancora una volta regione Lombardia dimostra di occuparsi concretamente dei diritti della famiglia e dei minori, mettendo a disposizione uno strumento utile per andare incontro ai problemi che sempre più spesso riguardano i minori nel loro percorso educativo". Quello strumento - che lei stessa aveva spiegato essere anche "valido" per contrastare "l'ideologia gender" - era lo "Sportello famiglia", un centralino a disposizione dei genitori che esordiva proprio quel giorno, in concomitanza con l'inizio delle scuole. Oggi, però, a poco più di un anno da quelle parole, la storia sembra essere un po' cambiata. 

Perché lo sportello - subito ribattezzato centralino anti gender - non ha raccolto i risultati sperati. Nato per permettere ai genitori di segnalare i casi di presunta "teoria del gender" nelle scuole e affidato in gestione all'Age - l'associazione italiana genitori, di chiaro stampo ultra cattolico -, il telefono non ha mai fatto breccia nel cuore dei milanesi e dei lombardi, tanto che le chiamate effettive - fatta eccezione per quelle di scherno e sberleffo - sarebbero state poche. 

Eppure, per quel centralino - che doveva servire a tenere lontana dalle scuole la teoria per cui ogni essere umano è libero di scegliere i propri gusti sessuali - il Pirellone ha speso trentamila euro, finiti nelle casse proprio dell'Age. Stando a quanto raccontato da Andrea Fiasconaro, capogruppo grillino in regione, la Lombardia avrebbe infatti deciso di dichiarare chiusa l'esperienza dello sportello famiglia. "Come spendere male i soldi per una cosa inutile - ha attaccato l'esponente M5s -. Leggendo il bilancio della regione si scopre che nel 2018 non verrà più finanziato il cosiddetto "centralino antigender". Una iniziativa sulla quale Maroni ha montato una enorme campagna comunicativa, viene eliminata, da Maroni stesso, alla prima variazione di bilancio. Evidentemente - ha attaccato Fiasconaro - non era così utile e necessaria. Peccato per i soldi spesi fino ad oggi senza motivo, potevano - ha concluso il grillino - sicuramente essere utilizzati molto meglio". 

A rispondergli, a stretto giro di posta, ci ha però pensato la Cappellini, una sorta di madre di fatto del centralino. "Le fake news sullo Sportello Famiglia targate M5s sono da smentire categoricamente. Lo sportello famiglia di Regione Lombardia si farà anche nel 2018 e le risorse sono a bilancio - ha scritto su Facebook -. Siamo talmente convinti delle nostre politiche in tema di famiglia e del nostro Sportello Famiglia che lo proporremo anche al Presidente della Puglia Emiliano - ha poi ribadito - come strumento culturale e sociale utile alla comunità".

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