A Milano c'è uno "sportello trans" per aiuto e supporto a chi è in transizione, ma rischia di chiudere

L'allarme lanciato dall'attivista Antonia Monopoli e dal consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli: "Dal 1 luglio senza soldi"

Antonia Monopoli e Michele Usuelli

A Milano c'è uno Sportello trans, da dieci anni, che fornisce assistenza psicologica e medica ai ragazzi in transizione. E' gestito da Ala Milano Onlus e si trova in via Boifava. Ma rischia di chiudere: dal 1 luglio le attività si interromperanno per mancanza di contributi economici, finora arrivati soprattutto da parte della Chiesa valdese. Lo sportello è nato nel 2005 per volontà dell'attivista transgender Antonia Monopoli, che dopo una transizione difficile ha deciso di mettersi a disposizine attraverso l'associazionismo.

Lunedì 24 giugno ha incontrato al Pirellone Michele Usuelli, consigliere regionale di +Europa: «Farò tutto ciò che posso per aiutare lo Sportello trans a non sospendere l'attività», ha dichiarato l'esponente di +Europa: «A dare simbolicamente il via ai moti di Stonewall, di cui quest’anno festeggiamo il cinquantenario, fu Sylvia Rivera, un’attivista trans. Tanta strada è stata fatta in mezzo secolo, ma altrettanta ne resta da fare. Per questo è importante che non venga chiuso un presidio fondamentale per il nostro territorio, un luogo che per tanti anni ha dato un aiuto concreto a ragazzi e ragazze trans in difficoltà».

Per tenere "vivo" il funzionamento del servizio servono 20-25 mila euro all'anno, ma innanzitutto è importante trovare una soluzione tampone per garantire le attività nelle prossime settimane. «Peraltro - ricorda Usuelli - negli scorsi mesi +Europa in Regione ha fatto approvare all'unanimità una mozione che impegnava la giunta a finanziare la realizzazione di centri dedicati alla tutela della salute sessuale». «Ho voluto dare agli altri quello che era mancato a me - racconta Monopoli - un servizio grazie al quale abbiamo dato una concreta opportunità a chi non aveva alcun punto di riferimento nel formulare richieste».

Gruppi di mutuo aiuto ed esperti

Tra le attività proposte nel corso degli anni, un laboratorio sull’identità di genere, un gruppo sull’auto-narrazione attraverso la fiaba e tanti eventi di sensibilizzazione e contrasto alla transfobia. Ma soprattutto i gruppi di mutuo aiuto, che si incontrano due volte al mese e permettono a ragazzi e ragazze trans di confrontarsi con chi vive ogni giorno la stessa condizione. «Nel 2014, quando sono partiti gli incontri, c’erano tre partecipanti - ricorda Monopoli - oggi arriviamo a più di trenta, ed è meraviglioso sentirsi parte di una stessa famiglia. Negli ultimi due o tre anni ho visto sempre più genitori accompagnare i figli minori e maggiorenni e partecipare al gruppo».

Fin dall’inizio allo Sportello sono presenti due psicoterapeuti di sostegno, mentre nel corso degli anni sono state aggiunte diverse figure professionali: un’endocrinologa, un avvocato, una ginecologa, un chirurgo e due psichiatri. «Ala Milano ha cercato di includere alcune nostre attività all’interno di progetti sulla prevenzione Hiv e malattie sessualmente trasmissibili, sulla riduzione del danno, sulla coesione sociale», spiega ancora l'attivista: «Ma nell’ultimo anno abbiamo fatto davvero fatica ad andare avanti. Mi sento impotente a sopperire alla mancanza di finanziamenti, necessari per dare continuità alle attività di un punto di riferimento che ha contribuito alla storia delle persone transgender».

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