Corruzione: Tatarella si dimette da Palazzo Marino ma si proclama innocente

Il politico di Forza Italia, se eletto alle europee, tornerà libero

Pietro Tatarella

Pietro Tatarella, esponente di Forza Italia (e candidato alle elezioni europee del 26 maggio) arrestato per corruzione insieme al collega di partito Fabio Altitonante, si proclama innocente e dice di avere le carte che lo dimostrano. Intanto, si è dimesso dal consiglio comunale di Milano dove nel 2016 era stato rieletto con oltre 5 mila preferenze, risultato secondo solo a Maristella Gelmini (che ne aveva collezionate oltre 11 mila).

Per dovere di cronaca, il "testimone" lo prenderà Andrea Mascaretti, primo dei non eletti e già a Palazzo Marino in passato. Tornando a Tatarella, davanti al gip Raffaella Mascarino che lo ha interrogato nel carcere di Opera si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma intanto prepara la sua difesa e attraverso il suo avvocato Luigi Giuliano dichiara di avere documenti che proverebbero che vi siano state solo attività lecite e nessuna corruzione.

Arresto Tatarella: le consulenze

L'accusa a Tatarella nasce dal rapporto con la Ecol di Daniele D'Alfonso. Il politico prestava consulenze all'azienda consentendole di operare in diversi cantieri, tra cui via Forze Armate, via Botticelli e l'ex cava di Geregnano a Milano Bisceglie, un luogo interessato da una imponente bonifica. Dalle intercettazioni emerge che il patron della Ecol si lamentava che Tatarella "prelevasse come un toro" ma, dall'altra, l'esponente azzurro lamentava il contrario: "Questi sono tutti lavori che partono da me, da zero, è frutto del mio lavoro. Gli dirò che percentualmente quello che vale nel fatturato quel tipo di lavori deve darmelo in quote azienda", spiegava Tatarella alla moglie al telefono. 

I pm ritengono che questo incarico fosse all'origine di una sostanziale corruzione, tesi che Tatarella smentisce dichiarandosi innocente. Intanto il politico resta candidato alle elezioni europee e, se dovesse essere eletto, tornerà automaticamente libero. A quel punto la procura milanese dovrebbe chiedere al Parlamento Europeo l'autorizzazione a nuove misure restrittive.

Dipendenti comunali saranno trasferiti

Intanto il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato che i due dipendenti comunali coinvolti nell'indagine subiranno un provvedimento disciplinare. Il dirigente della direzione urbanistica Franco Zinna, indagato per abuso d'ufficio, sarà assegnato ad un nuovo incarico e sarà sostituito dalla sua vice Simona Collarini fino al 30 giugno 2019, data in cui scadono tutti gli incarichi dirigenziali di ruolo, mentre l'altra dipendente, Maria Rosaria Coccia, verrà trasferita ad un altro ufficio.

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