Regione, città metropolitana e comune d'accordo: «Sosterremo il Cam»

Gallera, Iardino e Majorino si sono incontrati insieme al garante regionale Pagani. I bambini non saranno trasferiti

Sul Cam (Centro assistenza minori) di via Pusiano a Milano era andato in scena uno scontro istituzionale e politico, con la città metropolitana da una parte e la regione dall'altra, chiamando anche in causa il comune. Sembrava che non si riuscisse a comprendersi e a dialogare, pur essendo coinvolti bambini molto piccoli (da zero a sei anni) che il tribunale ha tolto alle famiglie d'origine per serissimi motivi, e dunque una situazione estremamente delicata davanti.

Ora invece le parti coinvolte si sono incontrate tutte insieme e sembra che abbiano trovato una soluzione, o perlomeno siano intenzionate seriamente a farlo.

La legge regionale che attribuiva le competenze alla città metropolitane non ha citato il Cam (prima gestito dalla provincia), scatenando la denuncia di Corrado Passera (candidato a sindaco di Italia Unica) e poi anche dei lavoratori del Cam stesso, che ne hanno annunciato la conseguente chiusura per fine 2015. La maggioranza in regione (centrodestra) ha risposto sparando a zero sulla Legge Delrio che istituisce le città metropolitane ("ha tolto le politiche sociali tra le competenze e noi non potevamo riaggiungerle"), invitando invece il comune a fare la sua parte ("è a Milano, se ne deve occupare Palazzo Marino").

Impossibile però, per il comune, accollarsi direttamente anche il costo del Cam. Dopo varie schermaglie, il 13 novembre si sono incontrati il comune (l'assessore Pierfrancesco Majorino), la regione (l'assessore Giulio Gallera) e la città metropolitana (la consigliera delegata Rosaria Iardino), insieme al garante regionale dei minori Massimo Pagani che, per primo, quando le parti ancora polemizzavano, aveva cercato di invitarle a un confronto sereno.

Durante l'incontro è stato preso l'impegno a farsi carico della permanenza dei bambini nella struttura fino all'affido, per evitare loro ulteriori traumi. Dunque gli attuali ospiti non se ne andranno dal Cam ma proseguiranno il loro percorso fino alla fine, nella massima tutela dei minori. Per quanto riguarda il medio e lungo termine, invece, la città metropolitana fornirà un piano economico e il comune studierà il modo di non cancellare il Cam, facendo proseguire l'attività anche se in forma diversa da quella attuale (gestione pubblica diretta).

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