Maroni contro i vaccini obbligatori a scuola: "Non siamo in Unione Sovietica"

Il governatore lombardo (e assessore alla sanità) si scaglia contro la proposta dei vaccini obbligatori per i bambini che vanno a scuola

Si discute dei vaccini obbligatori per i bambini

Il tema delle vaccinazioni fa discutere. C'è allarme per il calo costante dei bambini vaccinati ogni anno, che preoccupa i medici per il rischio che si vada a perdere la cosiddetta "immunità di gregge", ovvero il fatto che, se una percentuale altissima di popolazione (90-95%) è immune da una malattia in quanto vaccinata, è immune anche la quota residuale di non vaccinati.

La proposta di tornare all'obbligatorietà dei vaccini per entrare a scuola, formulata da numerosi assessori regionali alla salute, riguarda la difterite, la poliomielite, il tetano e l’epatite B, anche se si parla di rendere obbligatorie anche le vaccinazioni ora solo consigliate, come quelle contro morbillo o pertosse. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin sta valutando sse accogliere l'idea, che comunque dovrebbe passare da un voto parlamentare.

Un tempo era una prassi d'ordinanza: le scuole chiedevano ai genitori i certificati vaccinali e, se questi mancavano, la famiglia correva il rischio di essere segnalata al tribunale dei minori, che poteva ordinare la vaccinazione coatta (a quei tempi c'era anche il vaccino contro il vaiolo, poi abolito, e non c'era quello contro l'epatite B).

A favore delle vaccinazioni obbligatorie per accedere alla scuola si sono pronunciati autorevolissimi esponenti del mondo scientifico, come l'oncologo Umberto Veronesi («richiedere i certificati di vaccinazione significa stabilire una regola che protegge tutti i bambini»), il presidente dell'Istituto superiore della sanità Walter Ricciardi («deferire all'ordine i medici che sconsigliano i vaccini»), l'assessore emiliano alla salute Sergio Venturi («di questo passo rivedremo malattie che non vedevamo più») e altri ancora.

Divise le associazioni dei consumatori. Per l'Aduc, «rfiutare i vaccini espone i bambini - ma anche il resto della popolazione - ad un rischio infinitamente maggiore rispetto a quello posto dal vaccino stesso». Per il Codacons, invece, «è una campagna a favore della lobby del farmaco» e «sono pronte le denunce contro la vaccinazione di massa».

Di opposto parere il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che è anche assessore ad interim alla salute. «Sono per la libertà di scelta e per la responsabilizzazione dei genitori e delle famiglie», ha affermato a Radio 24: «Mi sembra di tornare ai tempi dell'Unione Sovietica. Se ci sono rischi veri e certificati si può intervenire, ma non così. Farei una commissione di super esperti che valuti il rischio».

Gli esperti, però, di fatto hanno già parlato. Sempre il presidente dell'Iss Ricciardi, per esempio, ha fatto notare che negli ultimi anni in Italia ci sono stati 19 milioni di vaccinati con 5 reazioni allergiche e nessun morto.

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