Via Bolla, "no" della Regione ai soldi per abbattere e ricostruire. Disattesa promessa Aler

Il voto contrario all'ordine del giorno

La gente in via Bolla col presidente di Aler Milano (Melley/MT)

La Regione non stanzia risorse per abbattere e ricostruire i palazzi popolari di via Bolla (civici 38, 40 e 42) noti per l'alta percentuale di occupazioni abusive e l'incredibile degrado conseguente. Un ordine del giorno (presentato da alcuni consiglieri d'opposizione), nell'ambito della discussione sull'assestamento di bilancio, è stato infatti bocciato dal consiglio regionale.

Eppure il presidente di Aler Milano, Mario Angelo Sala, in un recente sopralluogo in via Bolla aveva parlato esplicitamente dell'abbattimento e ricostruzione come dell'unica soluzione prospettabile anche in termini di costi minori rispetto ad un risanamento degli edifici esistenti. E si era impegnato (davanti ai residenti, ai giornalisti e ai consiglieri di Municipio 8) a reperire le risorse presso la Regione Lombardia.

L'ordine del giorno è stato firmato da Carlo Borghetti (Partito Democratico), Chiara Cremonesi (Insieme), Silvia Fossati (Patto Civico) e Onorio Rosati (Misto - Articolo Uno). «Spiace constatare che in Regione si sia persa un'occasione concreta per stabilire un'alleanza politica bipartisan in grado di dare più forza al necessario processo di risanamento del complesso di via Bolla», è il commento dei quattro consiglieri regionali in seguito al voto negativo dell'aula.

Via Bolla: gli assessori regionali promettono (febbraio 2016)

A febbraio 2016 i tre assessori Fabrizio Sala (vice presidente della Regione e titolare della delega alla casa), Simona Bordonali (delega alla sicurezza) e Claudia Terzi (delega allo sviluppo) si recarono in via Bolla per un sopralluogo. I problemi dei caseggiati erano già evidenti a tutti: dai box adibiti a magazzini alle cantine occupate, dai locali contatori con i fili intrecciati ad interi piani con tapparelle completamente abbassate. 

«Il problema principale è la legalità, solo ripristinandola si può poi intervenire finanziando Aler per rimettere a posto gli edifici e gli alloggi», spiegò Fabrizio Sala alla fine del sopralluogo: «Noi abbiamo messo in moto un meccanismo per ristrutturare gli alloggi e assegnarli, ma questo meccanismo viene interrotto dalle situazioni illegali». «Abbiamo toccato con mano una situazione drammatica a cui la regione insieme alle altre istituzioni ha il dovere di dare risposte, ben sapendo che non esiste solo questo caso. Occorre dare un segnale: la cultura della legalità deve essere rafforzata e tutelata. E in queste aree c'è prima di tutto un problema di ordine pubblico», commentò Claudia Terzi.

Via Bolla: situazione inalterata (aprile 2017)

Più di un anno dopo, ad aprile 2017, MilanoToday riceve una segnalazione: «Bravi ad occuparvi delle grigliate abusive nei parchi, ma sappiate che qui in via Bolla le fanno direttamente nel parcheggio che abbiamo sotto i nostri balconi». Ci viene evidenziato con chiarezza che i maggiori problemi provengono dalle occupazioni abusive dei rom, perché in generale i comportamenti sembrano essere più "menefreghisti" del solito. Sporcizia, ascensori rotti, tende al posto delle porte, grigliate nel parcheggio, liti tra gruppi rivali, "basisti" interni che segnalano gli appartamenti vuoti e così via. 

La rassegnazione fa il paio con l'evidenza che queste occupazioni sono la diretta conseguenza degli sgomberi massicci effettuati nei campi rom della zona Gallaratese-Cimitero Maggiore prima di Expo 2015. Sgomberare centinaia di persone significa metterle sulla strada, dove evidentemente non restano a lungo. E dunque dare il via libera de facto alle occupazioni abusive.

Via Bolla: il servizio di "Agorà" (giugno 2017)

Alfonso Iuliano, inviato di "Agorà" (Rai Tre), è venuto in via Bolla per constatare la situazione di persona e realizzare un servizio. Le telecamere "impauriscono" gli occupanti abusivi che - tranne i bambini - si tengono a distanza, controllando che non vengano inquadrate le situazioni più pericolose. Quando infatti le telecamere entrano nelle cantine occupate, i minori cercano a loro volta di entrare per impedire il filmato. 

L'evidenza è sempre la stessa. Si viene anche a sapere che l'Aler non manderebbe più i messi, per conoscere lo stato reale di ogni singolo alloggio, ma invierebbe questionari. Il che significa ricavare una fotografia sfuocata della realtà che si vorrebbe conoscere, perché i questionari non verranno restituiti tutti.

Via Bolla: arriva il presidente di Aler (giugno 2017)

Pochi giorni dopo il servizio di "Agorà", in via Bolla arriva il presidente di Aler Milano, Mario Angelo Sala. Ufficialmente invitato dal consiglio di Municipio 8. Bastano pochi passi e qualche parola coi residenti per esprimere la ricetta migliore, più veloce e più economica: abbattere e ricostruire. Costa meno che ristrutturare edifici fatiscenti e al collasso. Il presidente del Municipio 8, Simone Zambelli, cerca di strappargli un appuntamento a settembre, ma Sala è più deciso: «Mi impegno fin da subito per trovare le risorse in Regione per abbattere questi palazzi».

I residenti la prendono come una buona, un'ottima notizia. E sono tutti d'accodo: lo è Zambelli (vicino a Insieme, il movimento di Giuliano Pisapia), lo è Igor Iezzi (consigliere di Municipio 8 della Lega Nord). Allora perché in sede di assestamento di bilancio, mentre vengono riservati 500 mila euro per un torneo di golf in Brianza, la Regione non accoglie un ordine del giorno per finanziare abbattimento e ricostruzione di via Bolla? Al Gallaratese se lo chiederanno in tanti. 

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