Vietato il corteo in memoria di Ramelli: "Sfila chiunque, assurdo negare il permesso"

Così De Corato, assessore alla Sicurezza della Lombardia e figura della destra milanese

Uno dei cortei negli anni passati

Un divieto “inspiegabile” e “assurdo” che “arriva dal prefetto di una città, Milano, dove viene concesso di sfilare ed organizzare manifestazioni a chiunque: centri sociali, radicalisti islamici, brigatiste come Barbara Balzerani che presentano libri in luoghi pubblici”.

Così Riccardo De Corato, assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia e figura storica della destra milanese, ha commentato la scelta del prefetto della città di consentire un presidio statico in memoria di Sergio Ramelli il 29 aprile, ma di vietare il corteo per ricordare il 18enne ucciso nel 1975 da esponenti della sinistra extraparlamentare.

Vietato il corteo per Ramelli

E’ “inspiegabile – ha detto De Corato – non ci sono altri aggettivi per definire il diniego espresso dal prefetto di Milano alla richiesta di organizzare un corteo per ricordare Sergio Ramelli e l’avvocato Enrico Pedenovi, consigliere provinciale del Msi assassinato da un commando di Prima Linea il 29 aprile del 1976”, giorno del primo anniversario dell’omicidio Ramelli.

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