Parte da Milano la sperimentazione del braccialetto salvavita per gli anziani

La sperimentazione riguarda 200 anziani volontari del Municipio 3. Ecco come funziona

Un braccialetto con un Qr Code in cui sono stipati il proprio nome e il codice fiscale, oltre ai numeri telefonici personali di emergenza da chiamare. Parte dal Municipio 3 di Milano la sperimentazione del "braccialetto salvavita", un dispositivo che secondo Palazzo Marino, partner dell'iniziativa insieme ad Areu, sarà in grado di migliorare l’assistenza socio-sanitaria degli anziani. Praticamente i soccorritori, in caso di emergenza, disporranno subito di dati preziosi sul quadro clinico e socio-ambientale dell’assistito. La sperimentazione durerà sino a fine anno e coinvolgerà 200 anziani che si sono offerti come volontari.

“Questa iniziativa – dichiara l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti - si inserisce all’interno del progetto ‘Cittadini più coinvolti e più sicuri’, nato nel 2012 per facilitare le operazioni di soccorso in situazioni di emergenza medico-sanitaria. Tra gli strumenti di questo tipo già sperimentati anche tra gli inquilini delle case popolari c’è la busta rossa che contiene le informazioni anagrafiche e cliniche e che l’interessato deve tenere in posizione ben visibile in casa. Il braccialetto, sfruttando la tecnologia come strumento salvavita, è un ulteriore passo avanti nella direzione di una sempre maggiore attenzione alla cura degli anziani, soprattutto coloro che vivono da soli”.

Il braccialetto salvavita rientra nel più ampio progetto “Cittadini più coinvolti e più sicuri” avviato dall’Assessorato Politiche sociali e abitative, con la collaborazione della onlus Medici Volontari Italiani, che ha realizzato e messo a disposizione un’applicazione per la gestione digitale delle informazioni socio-sanitarie.

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“Cittadini più coinvolti e più sicuri” è un programma di prevenzione e inclusione sociale, a cui hanno aderito ad oggi oltre duemila persone. È nato nel 2013 come iniziativa a tutela degli anziani soli, con l’obiettivo di rafforzare il senso di sicurezza psico-fisica nella quotidianità domestica e facilitare le operazioni di soccorso. Ciò avviene attraverso tre strumenti: la Busta Rossa, una cartellina che l’interessato deve tenere esposta nella propria abitazione e che contiene in forma cartacea le informazioni socio-anagrafiche e cliniche “salvavita” certificate della persona e i numeri telefonici di emergenza, la Carta di Identità Salvavita, un documento con gli stessi dati della Busta Rossa che l’interessato deve portare sempre con sé, come una normale carta di identità e il braccialetto Salvavita.

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