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Caro ministro lasciaci la nostra maestra

C'era una volta una prima elementare. Una classe nuova, una delle tante nuove classi che ogni anno si formano. C'erano 22 bambini tutti diversi uno dall'altro, ognuno con un proprio carattere, probabilmente più marcato di quello di tanti altri bambini che formano ogni anno le nuove classi. Ognuno di essi aveva una caratteristica forte, tale da rendere, tutti insieme, questa classe, una classe "faticosa", come è stata definita da tante insegnanti. E c'era una volta una maestra, quasi alla fine del suo percorso lavorativo ma che, forse proprio perché aveva gestito così tanti bambini nella sua lunga carriera di insegnante, è stata un grado di trovare una chiave di lettura per ognuna delle caratteristiche forti di questi 22 bambini. Non per niente insegnava italiano e della lettura ne ha fatto il suo metodo per arrivare dritto al cuore dei bambini. C'era una volta UNA maestra, Lorita, sì perché questa nuova prima elementare, una come tante altre, per tutto il primo anno, e parte del secondo, ha avuto solo QUESTA maestra. L'altra maestra di ruolo del primo anno ha passato più giorni a casa che in classe e le supplenti che nei mesi si sono avvicendate scappavano tutte dopo qualche giorno. Sembra impossibile che tante "maestre" abbiano rinunciato alla propria vocazione all'insegnamento, in quel momento, solo perché di fronte ad una classe forse più esuberante di altre ma sta di fatto che è andata proprio così è dopo qualche giorno la risposta era sempre la stessa: grazie ma preferisco aspettare altro. Lorita no, lei non ha mai mollato e anzi, mentre cercava la persona giusta, ha soffiato via la polvere dai suoi vecchi libri di matematica e si è caricata lei stessa anche delle lezioni di matematica per non far rimanere troppo indietro i suoi 22 bambini. Finché la persona giusta è arrivata e, finalmente, anche questa 1A, che ormai era diventata 2 in direzione quasi della 3 ha avuto un po' di stabilità. Fino a ieri quando, dopo tre mesi di video lezioni e chiusura forzata in casa, a questa classe viene comunicato che l'anno prossimo, proprio all'ultimo anno prima della scuola media LA Maestra non li seguirà più perché costretta alla pensione. Bambini in lacrime, genitori attoniti a pensare al calvario che potrebbero affrontare l'anno prossimo così come è avvenuto per il primo anno e mezzo ma con la differenza che il quinto è l'anno che ti dovrebbe preparare al meglio al salto alle medie e non lascia possibilità di recupero. Un'intera classe di genitori e figli chiedono di poter spostare solo di un anno più avanti la meritata pensione della Maestra, e farle finire il suo ciclo così come è stato fatto tante volte in passato, per continuare un percorso che ha già avuto troppi rallentamenti, per dare la possibilità anche ad una classe "faticosa" di essere preparata a dovere e per affrontare al meglio l'ingresso alla scuola media. Ora, caro Ministro, ai bambini si insegna che le favole hanno un lieto fine. Sarebbe un peccato doverli disilludere così presto.

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