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Figli di un Dio minore

"Siamo arrabbiati. Siamo arrabbiati perché dopo aver rispettato tutte le regole imposte, dopo aver seguito le procedure, non siamo riusciti comunque a fare abbastanza. Ma si sa ormai, il Covid-19, quando bussa alla tua porta senza essere stato invitato, distrugge tutto quello che sei, tutto quello che avevi, ogni certezza che custodivi nel tuo cuore. Dopo una settimana di febbre che non superava i 38, tosse secca e cura telefonica data dal medico curante, questo malessere non passava,mia suocera non migliorava, peggiorava, tanto da iniziare a non parlare più e non deglutire più. Era il 2 aprile, il medico di base chiama subito il 112, l’ambulanza arriva, la saturazione era bassa, troppo bassa, la portano via. Dall’ospedale ci contattano ci dicono che stanno facendo tutti gli esami, che ci chiameranno per dirci se il tampone è positivo o negativo. Intorno alle h.22.00 dello stesso giorno arriva la chiamata tanto temuta: “ La signora è positiva, siete tutti in quarantena fiduciaria”. Noi abitiamo tutti insieme: io, mia moglie, i miei due figli e i miei suoceri. Terrore, rabbia, paura, confusione: “ E adesso come facciamo? chi porta fuori la nostra cagnolina? E mio suocero? Anche lui ha la febbre e non sta bene” queste erano le domande che ci balenavano nella mente. Il tampone a mio suocero di 91 anni non lo possono fare, non è di prassi, non è di procedura. Dobbiamo chiamare solo se peggiora, nel frattempo dobbiamo attenerci alle loro disposizioni. E’ così che si fa. E’ così che si deve fare. Ma sulla base di questi avvenimenti, ci viene solo da pensare che questo sia un trattamento ingiusto. Lasciare un intero nucleo famigliare, diviso, rotto, spezzato, angosciato, che non è in grado di poter fare nulla, che risulta impotente di fronte a questo grande male. Quante famiglie sono come noi? Quante famiglie sono tutto il giorno in attesa della chiamata dall’ospedale per sapere come sta un proprio caro? Quante famiglie si svegliano nel bel mezzo della notte perché non riescono più a dormire, perché non sanno se anche loro hanno contratto il Covid-19? Quante famiglie hanno paura per un loro componente che ha i sintomi, è stato in contatto con una persona positiva, ma non sta così tanto male da avere diritto a un tampone, pur avendo 91 anni? Perché un calciatore, un politico, una soubrette, un personaggio famoso ha diritto ad un tampone più di noi? Il Covid-19 è la malattia che ha intaccato la nostra famiglia, ma è il sistema che la sta distruggendo".

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