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San Colombano e Israele. Lettera aperta al sindaco e ai cittadini

Via Milano · San Colombano al Lambro

Riceviamo e pubblichiamo

Lettera aperta al sindaco Pasquale Luigi Belloni e ai cittadini di San Colombano
I diritti umani violati in Palestina

Con questa lettera vogliamo fare un po' di chiarezza in merito alle diffamazioni che sono state lanciate a seguito dell'intervento di alcuni attivisti alla presentazione, lo scorso 18 settembre a San Colombano, della mostra fotografica "Israele oggi 2015".

Definire l'ISM un movimento terroristico, come scritto da una certa Barbara nel suo blog (https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2015/09/24/la-strana-storia-dei-vini-e-del-sindaco-e-delle-fotografie-e-di-varie-altre-cose/), ravvisa gli estremi per una diffida legale.

Accusare Vittorio Fera, membro dell' ISM, di essere un contestatore di professione e ribaltare completamente i fatti accaduti a Nabi Saleh, nei Territori Palestinesi Occupati, altrettanto.

Tacciare attivisti per i diritti umani di antisemitismo, definendoli fiancheggiatori del terrorismo palestinese, come ha scritto Ariel Shimona Edith Besozzi in un altro blog (http://arielshimonaedith.wix.com/ariel#!UN-BICCHIERE-DI-VINO-ISRAELIANO-O-CHI-FIANCHEGGIA-I-TERRORISTI/cjds/560407200cf2375d99db232f), anche.

Vittorio è stato arrestato e violentemente gettato a terra e picchiato dai soldati israeliani mentre stava documentando con videocamere e fotocamere l'aggressione da parte di un soldato ad un ragazzino di 12 anni, col braccio ingessato, che violentemente è stato afferrato e sbattuto sulle pietre durante una delle manifestazioni che avvengono, lì come in altri villaggi, ogni venerdì, per protestare contro il furto di terra e sorgenti d'acqua degli abitanti autoctoni a favore dei coloni, che vivono illegalmente, secondo il diritto internazionale, su quella terra occupata. Altro che violenta imboscata al soldato israeliano! Vittorio è stato successivamente caricato sulla jeep e portato in una stazione di polizia, per poi essere trasferito a Lod, vicino Tel Aviv, dove è rimasto in carcere tre giorni.

Successivamente è stato rimesso in libertà vigilata, con divieto di allontanamento, fino all'otto settembre, giorno in cui si sarebbe dovuto tenere un altro processo a suo carico ma, non essendo l'accusa riuscita a reperire prove che dimostrassero il lancio di pietre verso i soldati, si è deciso di rilasciarlo senza processo, onde non dover ammettere, col proscioglimento, la sua innocenza.

L'ISM, International Solidarity Movement, è un movimento internazionale nato nel 2001 che supporta la lotta di liberazione palestinese con la pratica della non violenza attiva.

In Palestina, le attività dell'ISM consistono principalmente nella partecipazione a manifestazioni popolari, sia con i Comitati Popolari per la resistenza non violenta, sia con altre associazioni e movimenti; accompagnamento, a Gaza, dei contadini che vengono presi di mira dai cecchini israeliani quando vanno a coltivare le loro terre e dei pescatori nelle acque di Gaza, dove la marina israeliana non gli permette di pescare; presenza nei Territori Occupati come deterrente per evitare violenze da parte dei coloni e dell'esercito di occupazione israeliano e in particolare nei luoghi dove sono in corso o sono avvenute demolizioni di case o evacuazione di palestinesi; diffusione di informazioni su cosa sta accadendo nei Territori Palestinesi Occupati e messa in pratica di tutte le diverse forme che la solidarietà attiva può assumere.

Gli attivisti si recano in Palestina come difensori per i diritti umani, impegnandosi a diffondere il più possibile notizie sulla Palestina e a fare informazione sulla verità dell'occupazione militare israeliana, mossi dal bisogno di giustizia e libertà per il popolo palestinese, occupato, umiliato e oppresso da oltre 67 anni.

Gli attivisti ISM sono contrari a qualsiasi forma di pregiudizio, qualunque sia la vittima. Si oppongono ad ogni forma di intolleranza, sia essa basata sull'etnia, sull'apparenza fisica, origine, genere, sessualità, abilità fisiche, età, religione. Essi sostengono la completa uguaglianza di tutti e per questo prendono una posizione molto forte contro l'antisemitismo, l'islamofobia e il sionismo.
Non prendono posizione nei confronti dei vari partiti palestinesi e non forniscono supporto a nessun partito o governo palestinese.

La contestazione avvenuta all'inaugurazione della mostra fotografica, si è svolta senza alcuna volontà di provocazione e l'intento era di rivolgere domande e critiche a chi aveva promosso l'iniziativa, ossia il gruppo "Amici di Israele", associazione sionista che attivamente porta avanti iniziative di whitewashing, ossia azioni di propaganda volte a ripulire l'immagine dello Stato di Israele per nascondere la vergogna di un'occupazione brutale che si regge sull'apartheid e la tortura, attraverso la campagna "BRAND ISRAEL", lanciata e finanziata dal governo israeliano, che primeggia nei campi della cultura, della scienza e dello sport.

In questa mostra gli attivisti sono stati fisicamente aggrediti e allontanati dalla sala dell'evento con metodi fascisti, senza poter esercitare il diritto di esprimere la propria opinione e porgere domande sia agli organizzatori, che al funzionario del governo israeliano lì presente.

Per questo non condividevamo la scelta di far partecipare alla fiera di San Colombano uno stand di vini israeliani, in quanto il buon senso e la coscienza delle persone che hanno a cuore la difesa dei diritti umani, non dovrebbero dar spazio a Israele, alle sue istituzioni e ai suoi prodotti fino a quando Israele non rispetterà il diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, come il movimento internazionale a guida palestinese di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni richiede alla società civile.

Averlo consentito, per contro, equivale a rendersi complici dei crimini e delle violazioni commessi da Israele, in violazione delle norme di diritto internazionale e delle numerose risoluzioni dell'ONU.

Milano, 30 Settembre 2015

Coordinamento BDS Lombardia

Nota della Redazione di MilanoToday.it. Pubblichiamo integralmente la lettera aperta per dovere di cronaca rispetto a una vicenda che ha generato clamore. Teniamo però ad evidenziare che la legittima opposizione alle politiche del governo israeliano riguardo alla Palestina può essere anch'essa oggetto di dibattito, nel nome del pluralismo democratico, e che il boicottaggio generalizzato verso i prodotti di un Paese (ma anche verso una mostra fotografica) può essere facilmente scambiato per quel «pregiudizio» che pure, in un punto della missiva, viene respinto («Gli attivisti ISM sono contrari a qualsiasi forma di pregiudizio, qualunque ia la vittima», si legge).

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